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Tumori: prevenzione e terapie

Linfoma, il 15 settembre si è celebrata la giornata mondiale

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Pubblicato il: 18-09-2018

Il 15 settembre si è celebrata la Giornata Mondiale della Consapevolezza sul Linfoma, una tra le neoplasie più frequenti al mondo, che in Italia colpisce ogni anno circa 16.000 persone


Linfoma, il 15 settembre si è celebrata la giornata mondiale © iStock

Sanihelp.it - Un appuntamento importante per responsabilizzare i pazienti e i loro familiari, e per ricordare a tutti come la diagnosi precoce l’identificazione dei percorsi di cura appropriati siano elementi fondamentali nel trattamento del linfoma e rappresentino una condizione necessaria per migliorare la qualità di vita degli ammalati. 

Tra i vari tipi di linfomi, uno dei più diffusi è il linfoma follicolare, che si presenta in genere intorno ai 60 anni e si sviluppa per lo più nelle sedi linfonodali e a livello del midollo osseo. Questo tipo di carcinoma è difficile da riconoscere in fase iniziale, poiché i sintomi appaiono in modo graduale, con la conseguenza che l’80% dei pazienti viene diagnosticato quando la malattia è già in uno stadio avanzato.   

Secondo Davide Petruzzelli, Presidente dell’Associazione La Lampada di Aladino, struttura con sede a Brugherio, in provincia di Monza Brianza, dove si sostengono gli ammalati di cancro e le loro famiglie, la gente pensa al linfoma come a una patologia oncologica meno grave delle altre e spesso guaribile. Questo sarebbe vero solo in parte, in quanto alcune forme di linfoma, tra cui il linfoma follicolare, sono patologie croniche dalle quali difficilmente si guarisce definitivamente. Questo significa che, oltre alla cura della malattia, è necessario dedicarsi alla dimensione psichica della persona colpita da questa patologia, per aiutarla a ridurre l’ansia dovuta alla paura delle recidive e metterla in condizione di vivere la miglior vita possibile. La paura delle recidive, sostiene Umberto Vitolo, Direttore S.C. Ematologia A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino, è motivata dal fatto che, sebbene le persone con basso rischio di ricaduta possano non presentare segni di recidiva anche per 10 anni, rimane purtroppo un alto numero di persone per cui i trattamenti attuali non sono ancora in grado di contrastare efficacemente la ricomparsa del tumore. Tuttavia, la ricerca continua a lavorare per mettere a punto nuove terapie in grado di prevenire le recidive anche in questo tipo di pazienti, assicurando loro una migliore qualità di vita. 

 



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