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Principale causa è l'inquinamento ambientale

Tumori in età pediatrica: Italia maglia nera in Europa

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Pubblicato il: 21-09-2018

Sanihelp.it - Triste record per il nostro Paese: dal convegno 'Emergenza cancro - Fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti' (tenutosi recentemente alla Camera dei Deputati e organizzato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) in collaborazione con Confassociazioni Ambiente) l'Italia risulta maglia nera in Europa per incidenza dei tumori in età pediatrica. Secondo gli ultimi dato forniti dal Ministero della Salute ciò che influisce di più nello stabilire questo primato negativo è l'inquinamento ambientale, tanto che nelle aree più contaminate della nostra penisola si è registrato un incremento di patologie tumorali intorno al 90% in soli 10 anni. In queste zone d'Italia massimamente diffusi sono il cancro alla tiroide, alla mammella e il mesotelioma, causati dalla esposizione a sostanze tossiche, quali diossina, amianto, petrolio, policlorobifenili e mercurio. Ma, come detto, l'allarme è soprattutto per i tumori dei bambini.

Queste preoccupanti evidenze sono emerse da uno studio condotto, in 62 Paesi, dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), in collaborazione con l'Associazione Internazionale dei Registri del Cancro e pubblicato, nel 2017, su Lancet Oncology. Si evince che la maggiore incidenza di tumori si presenta nei bambini tra 0 e 14 anni e negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni e specialmente nell'area del Sud Europa che comprende: Italia, Cipro, Malta, Croazia, Spagna e Portogallo. Anche l'ultimo rapporto 'SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento)' a cura dell'Istituito Superiore di Sanità rileva un'emergenza cancro tra i più giovani. I dati raccolti nel periodo 2006-2013 in 28 dei 45 siti italiani maggiormente inquinati hanno sottolineato un incremento di tumori maligni del 9% nei soggetti tra 0 e 24 anni; registrando picchi del 50% per i linfomi Non-Hodgkin, del 62% per i sarcomi dei tessuti molli e del 66% per le leucemie mieloidi acute.



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Lancet Oncology

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