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Ogni anno 7.000 nuovi casi

Melanoma, le cure migliorano con la chirurgia plastica

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Pubblicato il: 12-10-2018

Melanoma, le cure migliorano con la chirurgia plastica © iStock

Sanihelp.it - Nella cura contro il melanoma, la chirurgia plastica fa la differenza. Casi alla mano, lo ha dimostrato la sessione dedicata al diffuso tumore della pelle, che si è svolta nell'ambito del 67° congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE (Roma, 11-13 ottobre). «Il melanoma primario deve essere asportato da un chirurgo che conosce bene anche l’anatomia del sistema linfatico superficiale, in modo da orientare correttamente l’incisione – spiega Adriana Cordova, presidente della sessione realizzata in collaborazione con l'Intergruppo Melanoma Italiano IMI -. E i chirurghi plastici conoscono bene il sistema linfatico».

Melanoma, cosa e quando

Il melanoma è un tumore della pelle sempre più diffuso. Nella maggior parte dei casi, si presenta come una chiazza scura simile ai comuni nevi cutanei. Nella sola Italia, in base ai dati raccolti dalla Fondazione Veronesi, ci sono 7.000 nuovi casi ogni 12 mesi. Il melanoma insorge soprattutto dopo i 50 anni, ma tra i tumori della popolazione giovanile è il più frequente.

Le cure e il ruolo del chirurgo plastico

Per fortuna, però, di melanoma si guarisce e si guarisce sempre di più. Merito della ricerca, certo, ma anche di diagnosi precoci e di un approccio integrato, che chiama in causa il medico nucleare, l'anatomo-patologo, l'oncologo e il chirurgo plastico in quanto esperto di tessuti molli e di sistema linfatico.

«Per capire l'importanza del sistema linfatico a proposito di melanoma, basta pensare che quando si asporta una neoformazione di spessore (Breslow) maggiore a 0,8 mm, o ulcerata, si procede con la biopsia del linfonodo sentinella – dice ancora Cordova -. Un'errata incisione per l’asportazione di un melanoma del tronco può compromettere l’identificazione del linfonodo sentinella o addirittura indirizzare le potenziali metastasi verso stazioni linfonodali diverse da quelle prevedibili». Insomma, un'asportazione eseguita da un medico non specializzato può rendere più difficili le cure, e di conseguenza comprometterle.

Ancora – ma anche questo conta, quando si tratta di affrontare le terapie – per alcune categorie di pazienti rivolgersi al chirurgo plastico è meno traumatizzante.



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congresso SICPRE

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