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Salute dell'occhio: ruolo dell'integrazione alimentare

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Pubblicato il: 16-10-2018

Gli studi AREDS e AREDS2 hanno rivelato l'efficacia di multivitaminici ad alte dosi e di antiossidanti nel mitigare il rischio di progressione della Degenerazione Maculare Senile


Salute dell'occhio: ruolo dell'integrazione alimentare © iStock

Sanihelp.it - L’integrazione alimentare con multivitaminici ad alte dosi e antiossidanti è fondamentale per il benessere degli occhi, soprattutto a una certa età, quando incombe il rischio di sviluppare patologie quali la degenerazione maculare senile.

A ricordarlo due grandi studi AREDS (Age RelatedEyesDiseaseStudy) e AREDS2 sponsorizzati dal National Eye Institute e condotti su oltre 5.000 persone.

La vista è un bene prezioso che va adeguatamente salvaguardato: secondo le stime dell’Oms oggi ci sono 217 milioni di ipovedenti nel mondo, ma nell’ 85% dei casi la minorazione visiva potrebbe essere evitata adottando adeguati accorgimenti.

Lo stress ossidativo, il processo responsabile  della produzione di radicali liberi, infatti, lascia dei segni evidenti su tutti i nostri organi, incluso quello della vista. 

Ecco dunque che proprio lo stress ossidativo è il meccanismo responsabile dello sviluppo di patologie della vista tipiche dell’età avanzata quali la cataratta, il glaucoma e la maculopatia. Perché occorre integrare la propria alimentazione, non è sufficiente scegliere una dieta sana, equilibrata e magari aderire al modello della dieta Mediterranea?

In effetti molte sostanze che contrastano efficacemente lo stress ossidativo sono presenti naturalmente negli alimenti, ma ammonisce Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi Di Senso -Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea :« Si possono assumere attraverso l’alimentazione ma spesso l’assorbimento intestinale è basso o non sufficiente ad attraversare le fisiologiche barriere per poter arrivare all’organo bersaglio come cervello o occhio. I nutraceutici, invece, aiutano a fornire una sostanza più concentrata o più biodisponibile, cioè più facilmente assorbibile dall’organismo, come una specie di ‘taxi’ che serve a portare la sostanza proprio dove serve».

«Ed ecco spiegato perché in oculistica  gli alimenti nutraceutici trovano oggi un impiego sempre più diffuso come coadiuvanti di diverse patologie oculari, tra cui le prime due cause di deficit irreversibile della funzione visiva nei Paesi industrializzati: la degenerazione maculare senile e il glaucoma» afferma Scuderi.

Ecco quindi, che gli integratori per gli occhi a base di coenzima Q10, ginko biloba, acidi grassi omega-3 o catechine del cacao, non vanno guardati con sospetto, ma assunti con assoluta fiducia quando consigliati dallo specialista in oculistica.

A tale proposito non guasta ricordare che una visita oculistica andrebbe fatta alla nascita, entro i tre anni di vita e nei passaggi dei cicli scolastici.

Da adulti la visita oculistica periodica va fatta in relazione al tipo di attività svolta e alle condizioni oculari individuali, su indicazione dello specialista.

Dopo i 40 anni, quando generalmente insorge la presbiopia ovvero la difficoltà a vedere da vicino, è ideale rivolgersi all’oculista ogni due anni e dopo i 65 annualmente.



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Redazione - Comunicato stampa

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