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La nuova frontiera, dopo l'acido ialuronico

Sesso dopo la menopausa? Sì, con la rigenerazione

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Pubblicato il: 16-10-2018

Sesso dopo la menopausa? Sì, con la rigenerazione © iStock

Sanihelp.it - Nella vita sessuale di molte donne, la menopausa costituisce uno spartiacque. Dopo questo delicato passaggio, i rapporti diventano più difficili e dolorosi, creando difficoltà fisiche e relazionali oggi meno tollerate che mai. Ma la buona notizia è che è possibile correre ai ripari con trattamenti sicuri e veloci, creando situazioni di fatto simili a quelle del periodo fertile. Se ne è parlato durante il 67° Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE (Roma, 11-13 ottobre), con una sessione di lavori dedicata alla chirurgia genitale di entrambi i sessi e in particolare alla rigenerazione femminile.

Dopo i 50, senza limitazioni

«L'aumento della durata media della vita e le profonde trasformazioni avvenute nella società comportano il desiderio di vivere la propria sessualità in modo attivo e completo anche dopo la menopausa – dice Stefania de Fazio, coordinatrice del Capitolo di Chirurgia Intima Femminile e Maschile della SICPRE - . Conservare la piena funzionalità di questo distretto anatomico è un obiettivo oggi sempre più realistico e raggiungibile, anche grazie a un cambio di tendenza avvenuto nei trattamenti».

Dall'acido ialuronico al micro e nano-graft

Il mutamento ormonale portato dalla menopausa ha un impatto forte e diretto sulla qualità dei tessuti genitali, che tendono a diventare più sottili, fragili e disidratati. Fino a poco fa, lo strumento principe per combattere questa trasformazione era l'infiltrazione di un particolare tipo di acido ialuronico, appositamente formulato per la regione genitale e infiltrato con cannule molto sottili.

«Grazie all'evoluzione della ricerca scientifica possiamo contare su tecniche terapeutiche sempre più complete e 'strutturali' -, dice ancora de Fazio -. La soluzione viene dal ricorso alla chirurgia, quando necessario, e dall'ampio impiego del grasso autologo, cioè prelevato dalla paziente stessa con una lipoaspirazione di pochi cc. Come molti studi hanno dimostrato, il nostro grasso è ricco di cellule staminali, in grado di attivare nei tessuti in cui vengono trasferite un importante processo di rigenerazione». In sostanza, il trasferimento di staminali attiva la produzione di nuove cellule, che contrastano quel processo altrimenti fisiologico di assottigliamento e indebolimento dei tessuti, che risulterebbero fragili, disidratati e di conseguenza facilmente dolenti. Il risultato si ottiene ancora meglio ricorrendo non al »classico» lipofilling (autotrapianto di grasso), ma all'utilizzo di micro e nano-graft, ovvero di un grasso reso particolarmente sottile da un particolare tipo di lavorazione, che ha l'effetto di frantumare gli adipociti, liberando i fattori di crescita presenti.

Il trattamento con micro e nano-graft avviene in sala operatoria e quindi in ambiente sterile, con applicazioni previste inizialmente a distanza di 9-12 mesi, per diradarsi in seguito proprio grazie al processo di rigenerazione attivato.

Perché rivolgersi al chirurgo plastico

«Nei casi in cui è necessario – riprende de Fazio - la rigenerazione è accompagnata da piccoli ritocchi chirurgici estetici. E anche questo ambito ovviamente il chirurgo plastico è pieno titolare del trattamento. In generale, nel confronto con i ginecologi, spetta a questi specialisti il trattamento e la correzione di tutte le parti interne».

Nessun conflitto, quindi, tra le due figure, a patto che si tratti sempre di professionisti esperti della materia. «La rigenerazione è da anni il principale tema di studio e di ricerca in chirurgia plastica – sottolinea de Fazio -. In questo senso, non c'è una 'rinuncia' da parte del ginecologo, ma un atto di responsabilità e serietà professionale nell'indirizzare la paziente verso lo specialista più preparato in merito».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso SICPRE

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