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Diete alcaline per rinforzare le ossa? Gli studi dicono no

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Pubblicato il: 08-11-2018

Diete alcaline per rinforzare le ossa? Gli studi dicono no © iStock

Sanihelp.it - Seguire una dieta con un adeguato apporto di proteine, anche al di sopra delle Rda ufficiali, è utile per rafforzare lo scheletro, perché contribuisce a ridurre il rischio di perdite ossee e di fratture dell’anca. Un beneficio che viene fornito da ogni tipo di proteine: infatti, non ci sono prove che le proteine di origine animale indeboliscano le ossa. A dirlo è Assolatte citando le conclusioni del recente documento di consenso elaborato da due organizzazioni scientifiche no-profit mondiali: la ESCEO (The European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases) e la IOF (The International Osteoporosis Foundation).

La conclusione è netta: le proteine assunte attraverso i cibi sono indispensabili per la crescita ottimale delle ossa e per mantenerle in salute. Quindi, la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture ossee inizia a tavola, con il giusto consumo di alimenti ricchi di proteine, come latte, yogurt e formaggi. Assicurarsi il giusto apporto di proteine è importante soprattutto nella terza età, quando l'assunzione di maggiori quantità di proteine ​​può avere effetti positivi. Il documento segnala che, negli anziani con osteoporosi, una dieta a più alto contenuto di proteine e con un adeguato apporto di calcio (come accade nei prodotti lattiero-caseari) è associata a una più alta densità minerale ossea, una più lenta perdita di massa ossea e un rischio ridotto di frattura dell'anca. 

Il documento inoltre sfata il mito dell’effetto negativo dell’acidificazione sulla salute ossea e dei benefici della dieta alcalina, che è un cavallo di battaglia di alcune teorie nutrizionali alternative. Il lavoro ha mostrato che non ci sono evidenze per affermare che il carico acido derivante dalla dieta sia deleterio per la salute delle ossa. L’assunzione di quantità più elevate di proteine, qualunque sia la loro origine (animale o vegetale), non sembra contribuire allo sviluppo dell'osteoporosi né ad aumentare il rischio di fratture, conclude il documento. A essere dimostrato, invece, è l’effetto negativo di un insufficiente intake di proteine, che può rappresentare un problema più serio dell’eccesso, in particolare se accompagnato a un basso apporto di calcio.
 
Una conclusione che apre uno scenario critico per l’Italia, visto che tra gli italiani c’è un diffuso deficit di calcio (in particolare tra gli adolescenti) dovuto agli insufficienti consumi di prodotti lattiero-caseari, i quali forniscono il 51% del calcio presente nell’alimentazione italiana. È evidente, dunque, che, privandosi di latte e derivati, gli italiani rinunciano alla principale e più biodisponibile fonte di calcio, aggravando la carenza di questo minerale. Il problema riguarda soprattutto latte e yogurt, per cui gli italiani sono ben al di sotto delle 3 porzioni giornaliere raccomandate dalle Linee guida ufficiali.



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