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Al via l'organizzazione di una rete nazionale anti-infarto

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Pubblicato il: 01-06-2005
Sanihelp.it - Oltre il 50% degli ospedali italiani è dotato di Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic), per affrontare le emergenze cardiovascolari. Ma solo una Utic su quattro delle 400 presenti offre un servizio di emodinamica, in grado di eseguire l'angioplastica 24 ore su 24. Questa metodica permette di riaprire le coronarie in oltre il 90% dei casi, aumentando le possibilità di recupero del muscolo cardiaco.

Grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Medici cardiologi ospedalieri (ANMCO) e le agenzie sanitarie locali (ASL) ha preso il via il progetto di organizzazione di una rete nazione per le emergenze cardiovascolari.

Volgiamo collegare in maniera strutturata e permanente le Unitàa di terapia intensiva cardiologica (UTIC) con gli ospedali periferici e il 118. ha spiegato Giuseppe Di Pasquale, presidente Anmco, durante il 36 congresso nazionale in corso a Firenze.

La rete si basa su un sistema di trasporto intelligente: ambulanze medicalizzate che sono in grado di eseguitre l’elettrocardiogramma già a casa del paziente e decidere la destinazione più appropriata grazie anche a un teleconsulto diagnostico.

Al momento una rete nazionale per le emergenze cardiologiche esiste ma ha troppe lacune. Solo il 50% degli ospedali sono provvisti di UTIC e solo un quarto di questo è in grado di eseguire l’angioplastica 24 ore su 24.


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Redazione Sanihelp.it

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