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Dieta e integratori

B Top 5: i 5 motivi per dare le vitamine B ai bimbi

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Pubblicato il: 06-11-2018

Sport intenso, carenze alimentari, infezioni ricorrenti e altre situazioni possono richiedere un'integrazione di vitamine del gruppo B nei più piccoli.


B Top 5: i 5 motivi per dare le vitamine B ai bimbi © iStock

Sanihelp.it - Corretta alimentazione e adeguati stili di vita sono aspetti fondamentali per garantire al bambino il sano sviluppo verso l’età adulta. Il pediatra riveste l’importante ruolo di indirizzare bambini (e mamme) verso un’alimentazione equilibrata che assicuri l’apporto di tutti i macro e micro-nutrienti necessari alla crescita (vitamine comprese) e di suggerire, quando ciò non avviene attraverso un’alimentazione corretta e bilanciata, eventuali integrazioni.

È su questa base che nascono i B Top Five, 5 condizioni nelle quali è raccomandata l’integrazione a base di vitamine del gruppo B per mettere al riparo il bambino da possibili squilibri nella crescita. La raccomandazione vale nei casi di diete sbilanciate, problemi intestinali, intensa attività sportiva, infezioni respiratorie ricorrenti, sovrappeso o obesità. A definirli sono i pediatri italiani della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

«Le vitamine del gruppo B svolgono numerose funzioni essenziali per l’essere umano e sono fondamentali per lo sviluppo di tutti gli organi e gli apparati, in particolare del sistema nervoso - dichiara Mattia Doria, Segretario nazionale alle attività scientifiche ed etiche Fimp - L’organismo non è in grado di sintetizzare le vitamine del complesso B in modo autonomo in quantità sufficiente, ecco perché il loro apporto attraverso un’adeguata alimentazione deve essere adeguato. Qualora non lo fosse, sarebbe opportuno ricorrere alla supplementazione. I bambini, rispetto agli adulti, sono a maggior rischio di deficit di diversi tipi di micronutrienti, comprese le vitamine del complesso B: da un lato hanno minori riserve e, dall’altro, le carenze comportano più gravi conseguenze a livello fisico e cognitivo. L’esempio più significativo è lo stile alimentare vegetariano/vegano non pianificato e non ben supplementato.

Le mamme italiane, però, sembrano essere poco informate sulle vitamine del gruppo B e sul ruolo dell’integrazione. È quanto emerge da un’indagine condotta da GFK Eurisko su un campione di oltre 350 mamme italiane: ben 8 su 10 non sanno a cosa servono, solo 2 su 10 sanno che si trovano nel pesce, nella carne e nel latte; 4 su 10 pensano siano nella frutta fresca e secca. E solo 1 mamma su 10 sa che forniscono energie e forza e aiutano a livello fisico riducendo l’affaticamento. Solo il 10% sa che migliorano le prestazioni del sistema immunitarie; la stessa percentuale ritiene necessario un apporto in casi di sovrappeso o obesità del bambino. Infine, 2 mamme su 10 hanno usato un’integrazione in casi di malattia o di terapia antibiotica.

I risultati mettono in evidenza la necessità di fare chiarezza e di fornire informazioni precise e puntuali. Per questo gli specialisti di Fimp hanno identificato, durante il Congresso scientifico nazionale, i 5 casi in cui è più appropriata l’integrazione di questo gruppo di vitamine. 

1. Le diete sbilanciate causate da regimi alimentari in cui si escludono categorie di nutrienti per far fronte a intolleranze e allergie o per la tendenza di far adottare anche ai bambini alimentazioni alternative come quelle vegetariane e vegane non sempre ben pianificate e supplementate. L’integrazione di vitamine del gruppo B è importante per compensare le carenze causate da queste diete.

2. Per combattere le infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini può essere utile un adeguato supporto di micronutrienti necessari all’attività del sistema immunitario come le vitamine del gruppo B che, nel caso di un’alimentazione incompleta, è possibile integrare tramite specifica supplementazione.

3. I problemi intestinali, connessi alla composizione del microbiota intestinale e alla disponibilità di micronutrienti, tra cui le vitamine del gruppo B, derivate sia dal metabolismo dei microrganismi commensali presenti nella flora intestinale, sia da una corretta alimentazione.

4. I bambini che praticano un’attività sportiva a elevato dispendio energetico possono essere a maggiore rischio di carenze di nutrienti, specialmente per le vitamine del gruppo B, se vengono adottati modelli alimentari sbilanciati e non congrui ai fabbisogni legati all’esercizio fisico.

5. L’obesità infantile non è solo associata a condizioni di rischio cardiovascolare, diabete, cancro e dislipidemie, ma anche a deficit di micronutrienti che possono condurre ad altri problemi di salute. La supplementazione del complesso vitaminico B può migliorare l’efficienza dei processi metabolici. I B top five diventeranno un documento che sarà distribuito a partire dai prossimi mesi ai pediatri italiani per fornire alle mamme i giusti suggerimenti e le indicazioni in tema di supplementazione vitaminica.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP)

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