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Carenza di ferro: colpite 3 persone su 10, donne e bimbi

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Pubblicato il: 26-11-2018

Carenza di ferro: colpite 3 persone su 10, donne e bimbi © iStock

Sanihelp.it - Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni: tutte condizioni apparentemente slegate tra loro ma che invece possono avere una causa comune. Si tratta della carenza di ferro, che colpisce un terzo della popolazione mondiale, in particolare le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni, un problema ancora trascurato e sotto diagnosticato, in gran parte per la difficoltà a riconoscerne i sintomi.

La Giornata della Carenza di Ferro (Iron Deficiency Day), che si celebra ogni anno il 26 novembre, è l’occasione per accendere i riflettori su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente trattata, può portare a gravi conseguenze per la salute, sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i campanelli d’allarme e parlarne con il medico.

In Europa, il deficit marziale interessa oltre il 30% della popolazione femminile, fino al 77% delle donne in gravidanza e al 48% dei bambini. Anche chi soffre di patologie croniche infiammatorie è a rischio: si stima che ne siano affetti fino al 61% degli individui con scompenso cardiaco, fino all’85% di quelli con insufficienza renale cronica e fino al 90% dei malati di malattie croniche intestinali.

Il ferro è un oligoelemento essenziale per la vita: interviene nella produzione dei globuli rossi, funge da cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia, rafforza il sistema immunitario e garantisce la resistenza alle malattie. Si trova, inoltre, nel sistema nervoso centrale dove interviene nei processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina – che stimola la motivazione, il piacere, il controllo dei muscoli – e la serotonina – che regola il tono dell’umore.

Quando le riserve nell’organismo diventano scarse, ne risentono il metabolismo, il benessere psicofisico, il desiderio sessuale, la produttività. Nei bambini la carenza può indurre disturbi della performance cognitiva, motoria e del comportamento. Particolarmente delicato è il periodo della gestazione poiché l’aumentato fabbisogno di ferro per lo sviluppo del feto e della placenta può indurre uno stato anemico nella gestante, che a sua volta aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita.

Oltre all’aumentato fabbisogno fisiologico dovuto alla crescita (gravidanza, infanzia e adolescenza), la carenza di ferro può essere causata, nelle donne, da perdite eccessive di sangue associate, per esempio, a cicli mestruali abbondanti, o da patologie come l’insufficienza renale cronica, lo scompenso cardiaco e le malattie croniche intestinali. In questi individui, inoltre, l’infiammazione sottostante può determinare una riduzione della disponibilità di ferro, con conseguente riduzione delle riserve marziali e aumento del rischio di morbilità e mortalità. Incide, infine, un apporto nutrizionale non adeguato, derivante dallo scarso consumo di alimenti ricchi in ferro.

Intervenire tempestivamente rappresenta un obiettivo fondamentale, anche alla luce delle diverse strategie terapeutiche disponibili: dalla modifica della dieta, all’assunzione di preparati a base di ferro per via orale, alla somministrazione di terapie iniettive quando i farmaci orali sono mal tollerati. I benefici di un trattamento adeguato si sono riscontrati anche nei malati nefropatici e con scompenso cardiaco. La diagnosi viene effettuata con un semplice esame del sangue che misura i livelli di emoglobina (il principale componente dei globuli rossi che fa sì che questi leghino l’ossigeno nei polmoni e lo trasportino ai tessuti e agli organi), la ferritina sierica (che riflette la quantità di riserve di ferro presenti nell’organismo) e la saturazione della transferrina (che indica quanto del ferro disponibile può essere utilizzato per produrre nuovi globuli rossi).



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