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Diabete: il circolo vizioso della vita in città

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Pubblicato il: 13-12-2018

Diabete: il circolo vizioso della vita in città © iStock

Sanihelp.it - Salutisti da contesto, anziani medicalizzati, cittadini fatalisti, giovani indisciplinati. Queste sono le 4 tribù di persone con diabete tipo 2, che percepiscono e vivono la malattia in maniera diversa nell’area metropolitana di Roma, individuate dall’analisi condotta dal Censis, all’interno del programma internazionale Cities Changing Diabetes. Lo studio, realizzato in collaborazione con Società Italiana di Diabetologia e Associazione Medici Diabetologi, ha preso in considerazione il reddito e il luogo di residenza, le tradizioni e l’istruzione.

Tra chi vive in prevalenza fuori Roma sono stati individuati i salutisti da contesto: si muovono prevalentemente a piedi per raggiungere i luoghi che frequentano e sono attenti all’alimentazione, attribuendo uno scarso peso alla dimensione culturale tradizionale del cibo. Hanno un diabete ben controllato, al contrario degli appartenenti all’altro gruppo di residenti fuori Roma, gli anziani medicalizzati, caratterizzati da un’età più avanzata. Questi si muovono prevalentemente in macchina e danno valore agli aspetti culturali tradizionali del cibo. Esprimono una grande fiducia nei confronti del medico e della terapia farmacologica, ma il 41,7% si reca al Centro diabetologico una volta l’anno o meno. 

Gli altri due gruppi vivono in prevalenza a Roma città; i cittadini fatalisti, denominati così perché convinti che avere il diabete non dipenda da loro e non credono che adottare uno stile di vita sano possa fare la differenza e i giovani preoccupati ma indisciplinati, caratterizzati dalla giovane età e dal fatto di dichiararsi preoccupati e condizionati dalla malattia. Otre il 70% si reca al Centro di diabetologia una volta ogni 3-6 mesi.

Nel 1960 un terzo della popolazione mondiale viveva nelle città. Oggi si tratta di più della metà e nel 2050 sarà il 70%. Allo stesso tempo, oltre 400 milioni di persone soffrono di diabete e si prevede un aumento fino a 600 milioni nel 2035. Il 36% degli italiani, di cui circa 1,2 milioni con diabete, risiede nelle 14 città metropolitane del nostro Paese.  Il compito è chiaro: per combattere il diabete è necessario aumentare l’attenzione sulla salute e sullo sviluppo urbano in modo da creare un ambiente che promuova la salute come una parte fondamentale dell’infrastruttura e delle funzioni delle città. 



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