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Tumori: prevenzione e terapie

Nobel: entro 2050 immunoterapia per battere tutti i tumori

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Pubblicato il: 11-12-2018

30 anni ancora e, secondo il Nobel per la Medicina 2018 Tasaku Honjo, tutte le forme di tumore potranno essere sconfitte


Nobel: entro 2050 immunoterapia per battere tutti i tumori © iStock

Sanihelp.it - «Sono sicuro che questo sia il secolo giusto: nel 2050 tutti i tumori saranno trattati con l'immunoterapia. Se non avremo eliminato completamente il cancro, potremo comunque sopravvivere, impedendogli di crescere»ha detto Tasuku Honjo della Kyoto University, premio Nobel per la Medicina 2018 insieme a James P. Allison del M.D. Anderson Cancer Center, nel corso di una conferenza stampa al Karolinska Institutet di Stoccolma.

I due scienziati si sono detti convinti che «il potere immunitario sia la chiave per combattere il cancro».

Le ricerche dei due scienziati, che pure si sono visti pochissimo, sono andate avanti in modo complementare.

«Siamo due persone che lavorano andando nella stessa direzione, ma da punti di vista diversi», ha precisato Honjo. 

Entrambi hanno tenuto d'occhio le cellule immunitarie in cerca delle proteine utilizzate dai tumori per ingannarle e continuare a crescere indisturbati: all'inizio degli anni '90 Allison ha scoperto la prima, chiamata CTLA-4, sulla superficie dei linfociti T; nello stesso periodo e sulle stesse cellule Honjo ha scoperto la proteina PD1. Queste sono diventate ora le nuove armi più promettenti contro il cancro.

La strada è stata aperta 20 anni fa e adesso molte persone in tutto il mondo lavorano nel campo dell'immunoterapia che, pur essendo un campo molto promettente, ancora per un po'  dovrà essere combinata con radioterapia e chemioterapia.

La chemio in alcuni tipi di cancro funziona, in altri meno e comunque ha effetti sull’organismo.

L’obiettivo è quello di creare combinazioni che, lavorando insieme, possano superare i problemi legati alla chemioterapia e uccidere le sole cellule malate.

E ai giornalisti che chiedono se, a questo punto (e dopo un Nobel), non venga voglia di riposare, i due scienziati rispondono convinti: «No, nessuna intenzione di mollare».



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