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Diagnosi di celiachia da esame del sangue sempre più vicina

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Pubblicato il: 24-01-2019

Diagnosi di celiachia da esame del sangue sempre più vicina © iStock

Sanihelp.it - Uno studio americano della Mayo Clinic pubblicato sulla rivista Gastroenterology suggerisce che un nuovo esame del sangue potrebbe sostituire in futuro la gastroduodenoscopia con biopsia dei villi duodenali per far diagnosi di celiachia e per confermare la guarigione della mucosa intestinale dopo introduzione di una dieta priva di glutine.

Attualmente, la diagnosi nell’adulto richiede un prelievo di sangue per la valutazione di anticorpi specifici per la malattia celiaca (anticorpi anti-transglutaminasi IgA e anti-endomisio) associata all’esecuzione di una esofago-gastro-duodenoscopia con biopsie effettuate a livello della seconda porzione del duodeno.

Le ultime linee guida per la diagnosi nei bambini indicano un sottogruppo nei quali è possibile evitarla. Questo ha riacceso il dibattito sulla necessità di eseguire la biopsia anche nell’adulto quando gli anticorpi risultano positivi. Inoltre è noto che dopo aver instaurato una dieta priva di glutine, per seguire l’evoluzione della malattia il dosaggio degli anticorpi non consente di distinguere i soggetti con persistente danno intestinale da quelli dove è stato raggiunto un completo ripristino della mucosa. Resta aperto il dibattito sulla necessità o meno di sottoporre nuovamente a EGDS le persone con celiachia nel corso del follow-up.

Gli autori sono andati a testare l’utilità di un complesso di peptidi sintetizzati di gliadina deaminata e transglutaminasi come marcatore diagnostico di celiachia e come marcatore di guarigione della mucosa intestinale in corso di dieta senza glutine. Questo nuovo test ha dimostrato una sensibilità del 99% e una specificità del 100% nel distinguere gli individui affetti da celiachia dai soggetti sani. L’utilizzo come marker di guarigione della mucosa intestinale in corso di dieta senza glutine ha invece presentato una sensibilità dell’84% e specificità del 95% nel predire la guarigione mucosale. 

Sono attualmente circa 200 mila gli italiani con diagnosi di celiachia ma si ritiene verosimile un sommerso non diagnosticato di circa il doppio. La patologia risulta concentrata nella fascia 19-40 anni (35%) e 41-65 anni (31%). In aumento la prevalenza in età pediatrica che secondo studi recenti si aggirerebbe in Italia intorno a 1.3-1.5%. Questi dati equelli sul sommerso suggeriscono come l'identificazione di metodiche non invasive per la diagnosi rappresenti un obiettivo prioritario per la ricerca biomedica. L’utilizzo nella pratica clinica di questo nuovo sistema necessita di ulteriori studi che valutino l’effettivo guadagno in termini diagnostici rispetto all’uso dei soli anticorpi anche in termini di costi.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

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