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Tutti fuori a mangiare, purché sia Made in Italy

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Pubblicato il: 30-01-2019

Tutti fuori a mangiare, purché sia Made in Italy © iStock

Sanihelp.it - È record nel 2018 per la spesa in pranzi e cene fuori casa che sale al massimo storico di 85 miliardi di euro, pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti divulgata in occasione della firma dell'accordo con la Federazione Italiana Cuochi, che prevede una serie di iniziative per la promozione dei prodotti alimentari e della cucina 100% Made in Italy.

Quasi un italiano su 4 (22,3%) nel 2018 ha mangiato fuori almeno una volta a settimana secondo l’analisi Coldiretti su dati Censis dalla quale si evidenzia che i giovani e i laureati sono i più assidui clienti dei servizi di ristorazione, con il 33,8% che li frequenta almeno una volta a settimana, rispetto al 25,6% degli italiani tra i 35 e i 64 anni e il 6,7% degli over 65. Il requisito più richiesto è l’italianità del prodotto, indicato dal 44% degli italiani come la caratteristica più importante al momento della scelta dei cibi, mentre Il 35,2% indica la tracciabilità che consente di verificare il rispetto di sicurezza, genuinità e salubrità.

Aspetti che non a caso sono al centro del protocollo d’intesa sottoscritto da Coldiretti e Federazione Italiana Cuochi, a partire dalla promozione dell’indicazione dell’origine dei prodotti agricoli nei menù dei ristoranti italiani e delle mense pubbliche, valorizzando il vero made in Italy agroalimentare e combattendo  la diffusione dell’Italian sounding in Italia e all’estero. Un ulteriore obiettivo è quello di promuovere la qualificazione delle mense scolastiche e ospedaliere attraverso l’utilizzo di prodotti del territorio e del vero made in Italy agroalimentare. Per fare ciò occorre privilegiare negli appalti i cibi locali e a chilometro zero che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni

Da qui l’impegno a incentivare percorsi formativi per gli operatori dei rispettivi settori incrementando l’impiego, la consapevolezza e l’accurata conoscenza delle proprietà dei prodotti agricoli in ambito ristorativo e più in generale nelle preparazioni alimentari. Ma l’accordo Coldiretti-Fic vuole anche promuovere l’educazione alimentare delle famiglie italiane attraverso una campagna nazionale da realizzare nelle scuole dell’intero Paese, anche per rispondere alle crescenti esigenze del consumatore e al cambiamento degli stili di vita, fornendo una più diretta e puntuale comunicazione e informazione a utenti e consumatori al fine di renderne consapevoli le scelte.

Specifiche iniziative saranno poi rivolte a incentivare l’imprenditoria giovanile nella filiera agroalimentare e enogastronomica italiana che nella convinzione comune sono diventati settori capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, destinate ad aumentare nel tempo. Un ulteriore impegno è quello di promuovere iniziative utili a diffondere l’informazione, l’identificazione, l’origine e la conoscenza dei prodotti agroalimentari favorendo la classificazione e valorizzazione lungo la filiera, per consentirne la rintracciabilità e trasparenza nel mercato di riferimento nonché la diffusione con particolare riguardo all’offerta di quelle tipiche e locali, anche attraverso la rete delle attività o delle strutture ristorative.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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