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Immunoncologia: un interessante studio italiano

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Pubblicato il: 28-01-2019

Immunoncologia: un interessante studio italiano © iStock

Sanihelp.it - Nuove prospettive di trattamento tumorale grazie all’immunoncologia: si può sintetizzare così il risultato di uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS), guidato dal professor Giovanni Capranico del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna.

Gli autori dello studio hanno individuato alcuni composti chimici capaci di interagire con  strutture non canoniche del DNA note come quartetti di guanine  in grado di provocare un particolare tipo di instabilità genomica all’interno del DNA delle cellule tumorali.

Tale effetto può portare alla morte delle cellule stesse, stimolando allo stesso tempo la risposta del sistema immunitario contro la malattia.

Ogni molecola di DNA è composta da circa 6,5 miliardi di mattoncini chiamati nucleotidi, che possono essere di quattro tipi a seconda delle quattro diverse basi azotate presenti: adenina (A), timina (T), guanina (G) e citosina (C).

Questa architettura estremamente complessa è particolarmente esposta ad agenti esterni ed interni come radiazioni, tossine, agenti chimici, ma anche sottoprodotti del normale metabolismo cellulare che finiscono per danneggiare i nucleotidi.

Ogni danno può provocare un’alternazione nel genoma che può portare a mutazioni o riarrangiamenti dei cromosomi, minacciando così il corretto funzionamento della cellula.

Le cellule tumorali sfruttano comunemente queste alterazioni per adattarsi a condizioni diverse ed evitare gli effetti delle terapie.

Se da un lato l’instabilità genomica favorisce la malattia,  dall’altro, in alcune occasioni può anche rivelarsi un’arma a doppio taglio.

«In alcuni casi, il danno al DNA può diventare un campanello d’allarme che risveglia i meccanismi di difesa dell’organismo- spiega Giovanni Capranico, che aggiunge - La nostra ricerca mostra infatti come alcuni composti che interagiscono con strutture non canoniche del DNA note come quartetti di guanine (G4) possono portare a una particolare instabilità genomica in grado probabilmente di attivare la risposta immunitaria».

«Lo studio è partito dall’analisi del meccanismo molecolare di alcuni composti che interagiscono con i quartetti di guanine, uno dei quali è stato sintetizzato proprio all’Università di Bologna, nei laboratori del nostro Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dalla dottoressa Rita Morigi- spiega ancora Capranico.

 «Queste molecole – conferma Capranico – sono in grado di stabilizzare i G4 e anche altre strutture non canoniche del DNA all’interno delle cellule tumorali: un fenomeno che provoca gravi disfunzioni nell’attività del genoma».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
PNAS

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