Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Una fiaba per parlare di emofilia

di
Pubblicato il: 29-01-2019

Una fiaba per parlare di emofilia © redazione

Sanihelp.it - Le fiabe hanno la forza di poter raccontare anche le storie più difficili permettendo a grandi e piccini di guardare alla realtà con una consapevolezza diversa.

è questo il quadro delineato dall’indagine svolta da Fattore mamma, su un campione di oltre mille mamme e papà (1012 e 20 rispettivamente) distribuiti su tutto il territorio nazionale, con prevalenza nel Nord Italia (58% del campione), con figli di età compresa tra gli 0 e i 10 anni.

Le fiabe giocano un ruolo chiave nella maggior parte delle famiglie italiane: quasi una mamma o un papà su 2 (45% del totale) fa addormentare i figli tutte le sere leggendo una fiaba e la percentuale sale a quasi otto mamme su dieci (78%) se si considera almeno una sera alla settimana.

Per il 65% del campione la fiaba stimola la fantasia dei bambini, per quasi la metà del campione ha una funzione educativa e nel 25% dei casi tranquillizzante.

Di fatto la magia e la fantasia sono il motore che mantiene inalterata negli anni questa abitudine e che è utilizzata spesso, quasi da una mamma sue due, per affrontare temi più o meno difficili.

E tra gli argomenti difficili spiegati attraverso fiabe o metafore magiche citati dal campione di mamme intervistate, i più frequenti sono proprio grandi temi come la malattia, la morte, la paura, ma anche cose più leggere, non per questo meno complesse da affrontare, come l’arrivo di un fratellino o una sorellina, la scomparsa del ciuccio o il non dire le bugie.

Su una cosa le mamme e i papà sembrano tutti d’accordo (98% del campione): le fiabe possono essere molto utili a spiegare ai bambini come la diversità possa rappresentare una ricchezza.

Ed è proprio la fiaba il mezzo scelto per parlare di una malattia rara come l’emofilia.

L’UNICORNO è un volume illustrato che nasce dall’incontro tra Carthusia Edizioni, casa editrice dall’alta progettualità e specializzata in editoria per ragazzi, A.C.E. Onlus (Associazione Coagulopatici ed Emofilici di Milano) e FedEMO, con il contributo incondizionato di Sobi.

L’obiettivo è stato quello di creare uno strumento per i bambini emofilici e le loro famiglie, per aiutarli a elaborare insieme ciò che questa condizione rappresenta e facilitare la comunicazione.

L’emofilia è una malattia del sangue dovuta alla carenza di uno dei fattori della coagulazione (FVIII nel caso dell’emofilia A, circa l’80% dei casi, FIX nel caso dell’emofilia B, il restante 20%) a causa di un difetto genetico.

La riduzione di uno dei fattori della coagulazione circolante causa una ridotta capacità di arrestare il sanguinamento con conseguente aumento del rischio emorragico sia in seguito a ferite o traumi sia spontaneamente.

Questa malattia resta ancora poca conosciuta e il rischio, di conseguenza è che chi ne soffre resti isolato, soprattutto nell’infanzia.

Proprio al fine di accrescere la consapevolezza generale sulla condizione Carthusia Edizioni, A.C.E. Onlus, FedEmo e Sobi hanno voluto dare vita a questo progetto rivolto ai piccoli e insieme ai loro genitori, nella convinzione che nel giusto modo possano essere affrontati anche i temi più grandi.

Alla fine della storia si trovano alcune pagine di attività volte a stimolare i bambini attraverso il disegno e la scrittura, in modo da mettersi in gioco essi stessi ed elaborare i propri vissuti.

Oltre all’edizione per la libreria del volume, che sarà distribuita da nord a sud su tutto il territorio nazionale, nelle librerie e negli store online, Carthusia ha realizzato, grazie al supporto incondizionato di Sobi Italia, un'edizione speciale in 3.000 copie con pieghevole che sono state messe a disposizione di A.C.E e distribuite gratuitamente nei centri di emofilia e in molte scuole del territorio nazionale.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Redazione -Comunicato stampa

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Video del Giorno:

Ti potrebbe interessare: