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Vantaggi e utilizzi

Osteopatia a misura di bebè e future mamme

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Pubblicato il: 12-02-2019

È utile per i neonati che presentano disfunzioni legate a posizioni mantenute a lungo in utero o ad anomalie durante il parto. Ma anche per le donne in attesa, per lenire le tensioni alla schiena dovute alla crescita del pancione.


Osteopatia a misura di bebè e future mamme © iStock

Sanihelp.it - Piede torto, cranio asimmetrico, rigidità agli arti e alla colonna, tensioni viscerali sono alcuni esempi di problematiche neonatali che possono trarre beneficio dal trattamento manuale osteopatico. Come avviene all’Ospedale San Giuseppe di Milano, dove è stato attivato un nuovo ambulatorio di osteopatia perinatale. L’accesso è su indicazione del neonatologo e le prime sedute possono svolgersi già nei giorni immediatamente successivi alla nascita. Il trattamento viene eseguito in presenza della mamma, sfruttando anche il momento del cambio pannolino. Su prescrizione medica, anche i bambini nati in altri ospedali possono accedere al servizio.

«L’osteopatia è una disciplina non invasiva e indolore che valuta il sistema muscolo-scheletrico, fasciale e viscerale del bambino, con lo scopo di risolvere eventuali disfunzioni dovute a posizioni mantenute troppo a lungo in utero durante la gravidanza o ad anomalie del parto (posizione podalica, parto gemellare, travaglio troppo lungo o troppo corto), creando i presupposti meccanici per uno sviluppo psico-neuromotorio armonico e fisiologico - illustra Andrea Arcusio, osteopata presso l’Ospedale San Giuseppe e responsabile dell’ambulatorio - Alcune tensioni possono risolversi spontaneamente dopo il parto, grazie alla suzione, al pianto e allo sbadiglio. Un processo di riorganizzazione tissutale che, tuttavia, può non avvenire sempre autonomamente e in modo completo. L’intervento osteopatico ha l’obiettivo di promuoverlo attraverso il lavoro manuale sui tessuti, esercitando una pressione adeguata alla plasticità del corpo del piccolo».

«L’osteopatia in questi ultimi anni si è rivelata essere una metodica efficace in campo neonatale, da affiancare ai presidi terapeutici tradizionali, per la stimolazione neuromotoria dei prematuri, per il trattamento di alcune alterazioni posturali (piede torto, plagiocefalia, ecc.) e anche per la gestione di condizioni di alterata funzione, come irrequietezza, alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi digestivi», commenta Filippo Porcelli, direttore dell’Unità di Neonatologia dell’Ospedale San Giuseppe.

Le condizioni in cui è indicato l’intervento osteopatico per il bambino e il neonato (prematuro o nato a termine) sono diverse: cranio alla nascita asimmetrico, plagiocefalia, rigidità agli arti e/o alla colonna, tendenza del bambino a girare la testa sempre dalla stessa parte, atonia diffusa con difficoltà a tenere la testa dritta, pianto frequente e irrequietezza durante la veglia e/o durante il bagnetto e/o il cambio del pannolino, disturbi del sonno, rigurgito in quantità eccessiva e/o lontano dalle poppate, reflusso gastroesofageo, suzione difficoltosa, ostruzione del canale lacrimale, stipsi, otiti ricorrenti.

Di solito il percorso osteopatico necessita di poche sedute: la discriminante è rappresentata dal tipo di sintomo, dall’età e da quanto tempo il sintomo è presente poiché, se il disturbo viene trascurato, maggiori saranno i compensi disfunzionali messi in atto dal corpo e più lungo sarà il percorso terapeutico per ripristinare una condizione di armonica e benessere. L’ambulatorio è dedicato a tutto l’ambito perinatale, accogliendo anche donne in dolce attesa, che possono lenire le tensioni alla schiena dovute alle diverse modificazioni del baricentro e del volume corporeo a cui vanno incontro. Grazie all’osteopatia, è possibile promuovere un’adeguata plasticità dell’apparato muscolo-scheletrico della colonna vertebrale e del bacino della gestante, condizione utile per favorire un travaglio fisiologico.

A seguito di indicazione del ginecologo di fiducia, durante tutta la gravidanza la donna può scegliere la terapia osteopatica per gestire i sintomi funzionali che possono insorgere. Il terzo trimestre è il periodo più indicato per rivolgersi all’osteopata, poiché le criticità biomeccaniche possono emergere più facilmente. In quanto più prossimo al parto, rappresenta il momento migliore per verificare la presenza dei requisiti fisici di mobilità ed elasticità utili al travaglio. Una seduta al mese, negli ultimi tre mesi, è di norma sufficiente per ottenere un buon risultato.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale San Giuseppe

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