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Tumori: prevenzione e terapie

Carcinoma cellule Merkel, buoni risultati da pembrolizumab

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Pubblicato il: 12-02-2019

Un anticorpo monoclonale, già utilizzato per altri tipi di tumore, ha dato buoni risultati nella terapia di prima linea di un aggressivo cancro della pelle, soprattutto in termini di sopravvivenza


Carcinoma cellule Merkel, buoni risultati da pembrolizumab © iStock

Sanihelp.it - Nei pazienti con carcinoma avanzato a cellule di Merkel, una forma aggressiva di cancro della pelle, pembrolizumab come terapia di prima linea ha permesso un controllo duraturo del tumore, effetti collaterali gestibili e una migliore sopravvivenza. 

Questi i risultati di uno studio clinico pubblicato sul Journal of Clinical Oncology

«Questo studio dimostra la straordinaria capacità del sistema immunitario di combattere e distruggere il carcinoma a cellule di Merkel», ha affermato Adam Riker dell’LSU Health di New Orleans, «pembrolizumab, che è una nuova forma di immunoterapia, blocca uno specifico recettore e dà un forte impulso del nostro sistema immunitario per riconoscere e poi distruggere le cellule tumorali. I notevoli risultati che abbiamo ottenuto mostrano che questa forma di immunoterapia è piuttosto efficace e rappresenta un'opzione terapeutica importante per i pazienti con carcinoma a cellule di Merkel che si è diffuso all'interno dell’organismo». 
Questo tumore di solito si manifesta come un nodulo color carne, rosso porpora-bluastro, più spesso sul viso, sulla testa, sul collo e meno frequentemente sulle gambe o sulle braccia. Il suo nome è dovuto alle cellule tumorali che derivano dalle normali cellule di Merkel, cellule recettoriali legate al tatto. 

Fattori di rischio possono essere l'esposizione prolungata al sole o la compromissione del sistema immunitario dovuta all'età avanzata, a una patologia o all'assunzione di farmaci immunosoppressori. 
Nonostante si tratti di un tumore raro, ha un'incidenza che negli ultimi anni è molto cresciuta. La sopravvivenza globale a cinque anni oscilla tra il 14 e il 27% per la malattia in stadio avanzato. 



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