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Guance rosse: quando il fondotinta non basta

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Pubblicato il: 25-02-2019

Guance rosse: quando il fondotinta non basta © iStock

Sanihelp.it - C’è chi si trova con il viso che all’improvviso divampa e poi riprende il normale colorito e chi, invece, ha sempre le guance rosse. Spesso tale fenomeno è una reazione normale: uno sforzo, la febbre o il consumo di cibi caldi o piccanti sono accompagnati quasi sempre da un arrossamento. In questi casi basta raffreddare la fronte o il collo, perché la pelle riprenda il suo colore di sempre.

È anche normale che le guance diventino rosse quando si è emozionati. L’emotività attiva una zona del cervello, l’ipotalamo, che a sua volta sollecita il sistema nervoso simpatico, un apparato che innerva la pelle e causa anche l’arrossamento del viso. Guance e volto possono arrossire spesso anche durante la menopausa, perché in questo periodo si verifica un aumento del flusso del sangue, non solo sul volto, ma anche in tutto il resto del corpo. Tale fenomeno pare sia dovuto a un momentaneo aumento di gonadotropine, ormoni prodotti dall’ipofisi che stimolano l’ovaio, cercando di rimediare alla riduzione di estrogeni, tipica di questo periodo in una donna.

In altri casi il rossore è dovuto a una malattia della pelle, la rosacea, che interessa di più le donne. «L’arrossamento può essere presente solo sulle guance, mentre altre volte si può estendere a fronte e naso - spiega Antonino Di Pietro, dermatologo plastico - Compare con più facilità se la persona si accalora, la pelle è esposta a sbalzi di temperatura o se consuma cibi caldi. Con il tempo, il rossore diventa stabile e la pelle viene segnata da capillari dilatati che evidenziano il loro percorso sotto la cute. In seguito, la pelle si gonfia e compaiono noduli che ricordano quelle dell’acne.

Un'altra malattia cutanea che si manifesta con l'arrossamento è la dermatite seborroica, un’infiammazione di cui non sono note le cause, anche se sembra che una parte importante sia legata all’attività delle ghiandole sebacee. Il rossore si localizza su sopracciglia, pieghe di naso e bocca. Nei casi più estesi, la malattia colpisce anche le guance. Sulla pelle ci possono essere piccole squame giallastre e grasse, simili alla forfora.

Le cure consistono in gel a base di Alukina (un complesso a base di allume potassico: un sale di origine vulcanica con proprietà astringenti e sebostatiche, acido 18 beta glicirretico: ricavato dalla liquirizia, lenitivo ed emolliente, e vitamina A) associato a integratori di biotina da prendere per bocca. Controindicato il cortisone: se inizialmente sbianca la pelle, poi la assottiglia, facilitando l’insorgenza di papule e pustole. Evitare sbalzi di temperatura e l’esposizione ai raggi del sole, nonché il clima caldo-umido: provocano un’ulteriore dilatazione dei capillari, facendo peggiorare le condizioni della pelle».



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Antonino Di Pietro

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