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Meno tempo dedicato al cibo, più attenzione nella scelta

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Pubblicato il: 21-02-2019

Meno tempo dedicato al cibo, più attenzione nella scelta © iStock

Sanihelp.it - Si accorcia il tempo dedicato a cucinare e mangiare, ma si dilata la consapevolezza del legame tra cibo e salute. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Ristorazione della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Il tempo, la risorsa che scarseggia di più nella vita delle persone, stia fortemente condizionando la relazione con il cibo: il 32,7% degli italiani ha dichiarato di cucinare a pranzo tutti i giorni, percentuale che sale al 53% per la cena, pasto che sta assumendo un ruolo sempre più importante. Se nel 1998 il 78% delle persone erano solite pranzare a casa, in 20 anni la percentuale è scesa al di sotto del 72%, che equivale a circa 3,5 milioni di persone.

Tra coloro che cucinano tutti i giorni o qualche volta, il 76,9% dedica 30 minuti al giorno a questa attività. In media sono 37 i minuti dedicati ogni giorno alla preparazione dei pasti, ma ancora di meno sono quelli dedicati al loro consumo: appena 29. Anche la spesa vuole la sua parte: il 48,6% dedica da una a due ore a settimana agli acquisti, con un tempo medio settimanale di 105 minuti. Si nota un ritorno alla piccola spesa: ben il 50,1% degli intervistati preferisce acquistare il necessario giorno per giorno.

La scarsità di tempo a disposizione e l’abitudine a cucinare meno si riflettono in una nuova consuetudine: l’utilizzo di piattaforme di food delivery: nell’ultimo anno il 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo o la cena da piattaforme web. Cosa spinge le persone a muoversi in questa direzione? In cima alla classifica la poca voglia di uscire o cucinare, nel 37,1% e nel 31,5% dei casi; sul podio anche la mancanza di prodotti in casa, nel 35,6% dei casi.

I cibi più ordinati nel 2018 sono stati i poke bowl, ciotole di pesce crudo che hanno rappresentato la tendenza di consumo più importante nel 2018. Ma rimangono in cima alla classifica delle ordinazioni anche gli hamburger con patatine, la pizza, il sushi e i ravioli asiatici. Per il nuovo anno si prevedono nuove tendenze: il veg meat, beyond burger, la cucina birmana e filippina, la curcuma e il gomasio, ma anche semi di canapa e poi frutta: nello specifico cocco e dragon fruit. 

Dal punto di vista anagrafico sono i giovani i più abituati a ordinare cibo online, un dato intuitivo anche per la maggiore propensione all’utilizzo della tecnologia. Il delivery risulta molto più diffuso al Nord che al Centro e al Sud del Paese, con la Lombardia in cima alla lista. Molti italiani, il 44,6% vivono ancora il momento di mettersi a tavola come un’occasione di relax e per riunire la famiglia. Ben il 75% dichiara di conoscere ricette o piatti tradizionali che si tramandano di generazione in generazione, in prevalenza da mamme o nonne.

Il 97,1% è consapevole del fatto che la salute e il benessere dipendono da ciò che mangiamo. Il 71,8% si informa sulla qualità e la provenienza dei prodotti utilizzati e più dell’89,1% ritiene che anche i locali siano più attenti a offrire alla clientela piatti salutistici. Nonostante ciò solo il 53,3% dichiara di consumare verdure e ortaggi quotidianamente. Si nota comunque un trend di crescita rispetto al 2005. Vanno nella direzione opposta le abitudini di consumo della frutta: 8 persone su 10 la consumano, ma il trend è in flessione. Sempre più consapevole è anche il consumo di sale che si riflette nella scelta, sempre più popolare, di sale arricchito di iodio



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federazione Italiana Pubblici Esercizi

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