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I risultati di uno studio

La scienza conferma: un nasino pulito fa respirare meglio

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Pubblicato il: 05-03-2019

Mantenere la cavità nasale pulita aiuta a complicazioni polmonari più gravi, come bronchite, polmonite o asma: la scienza conferma il detto popolare delle nonne sui lavaggi nasali.


La scienza conferma: un nasino pulito fa respirare meglio © iStock

Sanihelp.it - Sebbene la saggezza popolare abbia portato molti a credere che vi fosse un collegamento tra naso chiuso e problemi polmonari quali tosse secca, respiro affannoso e infezioni respiratorie, fino a oggi non vi era alcuna prova scientifica a supporto di questa idea.

Una ricerca pubblicata da Omron Healthcare conferma questa correlazione. I risultati mostrano che pulendo in maniera adeguata il naso del bambino, i genitori possono ridurre la durata e l’intensità di sintomi nasali (naso che cola o naso chiuso), come pure la necessità di medicinali. Lo studio, inoltre, rivela che mantenere la cavità nasale pulita è fondamentale nella prevenzione di complicazioni più gravi delle basse vie respiratorie, come bronchite, polmonite o asma. Quindi le nonne avevano ragione nell’insistere a soffiare il naso durante l’infanzia.

Il naso chiuso e i sintomi da raffreddamento rappresentano il primo motivo per cui i genitori si recano dal pediatra nei primi 2 anni di vita del bambino. E, sebbene i pediatri consiglino di mantenere regolarmente la cavità nasale libera dal muco per il trattamento di infezioni del tratto respiratorio superiore, alcuni genitori ignorano tale suggerimento. 

È risaputo che il passaggio del muco nella gola dei bambini causi la tosse. Rimuovendo il muco dalle vie aeree superiori si riduce la tosse: i genitori possono proteggere i bimbi dalle particelle infettive che prosperano e possono essere inalate nei polmoni. La pulizia delle vie respiratorie può contribuire anche ad aumentare l’efficienza di un nebulizzatore, in modo che una quantità maggiore di farmaco possa raggiungere il tratto respiratorio. Così i genitori possono somministrare ai piccoli una quantità inferiore di medicinali.

I pediatri hanno condotto un test su 89 bambini in età prescolare con respiro affannoso per 90 giorni, separandoli in due gruppi. Gli episodi di disturbi del tratto respiratorio superiore si sono ridotti nei bambini a cui veniva pulito il naso con l’aspiratore nasale, rispetto a coloro ai quali non veniva pulito il naso correttamente (4,3 giorni di sintomi contro 5,7 giorni). Analogamente, i disturbi del tratto respiratorio inferiore si sono ridotti nei bambini ai quali veniva pulito il naso con l’aspiratore nasale rispetto a coloro che non ricevevano tale trattamento (3,8 giorni di sintomi contro 4,4 giorni).

I bambini che hanno utilizzato il nebulizzatore con aspiratore nasale inalavano la medicina meno frequentemente dei bambini che hanno utilizzato il nebulizzatore senza aspiratore nasale (12,2% contro 16,9% dei giorni monitorati). È stata osservata una frequenza ridotta della tosse produttiva tra coloro che utilizzavano l’aspiratore nasale. Nei bimbi che usavano l’aspiratore si sono riscontrati non solo un numero minore di giorni con sintomi delle vie aeree superiori e inferiori, ma anche meno giorni con gola irritata, mal di orecchio e disturbi del sonno.

I nebulizzatori sono usati per inalare il medicinale nelle vie aeree: il farmaco arriva nei polmoni sotto forma di piccole goccioline composte da soluzione salina e/o medicinale. Le gocce più grandi aiutano nel trattamento dei disturbi delle vie aeree superiori, le più piccole consentono di trattare i sintomi delle vie aeree inferiori: più piccola è la goccia, più riesce a penetrare nei polmoni per depositare il farmaco.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Omron Healthcare

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