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Psicologia

CR7 è campione di sangue freddo

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Pubblicato il: 05-03-2019

Un'università belga ha valutato il modo in cui, durante le partite di calcio, i giocatori agiscono sotto pressione: Cristiano Ronaldo sembra immune alle tensioni.


CR7 è campione di sangue freddo © iStock

Sanihelp.it - «Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia…» cantava De Gregori. Ma, bisogna ammetterlo, nel gioco del calcio a volte l’azione giusta (il rigore decisivo, l’assist) può valere milioni. I giocatori di calcio professionisti vengono generosamente ricompensati per il talento, ma spesso sono tenuti a giocare sotto un'enorme pressione mentale: come la affrontano? Se lo sono chiesti i ricercatori dell'Università Ku Leuven, in Belgio, analizzando quasi 7.000 partite in 7 competizioni, con l’aiuto della società SciSports, in uno studio i cui risultati vengono presentati a Boston, alla conferenza Sloan Sports Analytics del Mit.

Hanno così scoperto che il top player della Juventus Cristiano Ronaldo sembra essere per così dire immune lla pressione, mentre le performance di Neymar, del Paris Saint-Germain, si sgretolano sotto il peso della tensione. Sergio Agüero, del Manchester City, sembra eccellere sotto pressione, mentre così non è per un altro grande attaccante, Luis Suárez del Barcellona.

«Abbiamo sviluppato un modello che utilizza l'apprendimento automatico per stimare la quantità di pressione mentale provata dal giocatore in possesso della palla. Il modello analizza come agisce sotto pressione. Supponiamo che la partita sia bloccata all'89° e un giocatore decide di provare a segnare invece di passare la palla. Il modello analizzerà se è stata una buona decisione, se il tiro è stato eseguito bene e come ha influito sul risultato finale» spiega Jesse Davis, ricercatore dell’università belga.

Diversi i parametri importanti: se il match sia in casa o in trasferta, se il risultato avrà un impatto importante sulla stagione. Ma in generale è una buona cosa che i giocatori agiscano meglio quando sono sotto pressione? Una risposta univoca non c'è secondo il ricercatore di SciSports Jan Van Haaren: «Lo scenario ideale  è che abbiano una prestazione stabile, indipendentemente dalla pressione. Le analisi mostrano che Cristiano Ronaldo non si accorge delle pressioni, le sue prestazioni sono costanti, mentre Neymar prende decisioni peggiori».



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Ansa

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