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Cisti ovariche: perché sorvegliarle ecograficamente

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Pubblicato il: 12-03-2019

Cisti ovariche: perché sorvegliarle ecograficamente © iStock

Sanihelp.it - Le cisti ovariche semplici non necessitano di rimozione chirurgica, dal momento che una grossa quota di esse si risolve spontaneamente o, comunque, non influiscono sullo stato di salute della donna: a sostenerlo uno studio pubblicato su Lancet Oncology al quale hanno contribuito la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale San Gerardo di Monza e l’Università di Milano-Bicocca che sono stati i centri che hanno maggiormente contribuito al reclutamento e al monitoraggio delle pazienti.

Le cisti ovariche sono sacche piene di liquido che si formano nell’ovaio delle donne, causando raramente sintomi quali gonfiore e occasionalmente dolore pelvico.

I medici generalmente richiedono, per le donne con questi sintomi, l’esecuzione di una ecografia transvaginale, che è l’esame più appropriato per definire la benignità o la malignità della lesione. Nel caso di un sospetto di tumore maligno la cisti viene rimossa chirurgicamente; tuttavia, anche donne con cisti sicuramente benigne vengono sottoposte spesso a intervento chirurgico, nel timore che la cisti stessa possa dare complicanze, come rottura, torsione dell’ovaio e anche che possa trasformarsi in una cisti maligna.

Lo studio, è stato condotto dal gruppo collaborativo internazionale IOTA su quasi 2000 donne seguite con ecografia transvaginale per cisti ovariche ed è riuscito a dimostrare che nell’80% delle donne esaminate la cisti si è risolta spontaneamente o non ha necessitato di intervento chirurgico. Il tasso di complicanze si è rivelato essere molto basso, inferiore all’1%.

Secondo i ricercatori, questo rischio non giustifica il ricorso all’intervento chirurgico, che ha un tasso di complicanze intraoperatorie, come la perforazione intestinale, riportata tra il 3 ed il 15%. «L’impegno richiesto da questo studio è stato enorme- sottolinea il professor Robert Fruscio, Principal Investigator per il centro monzese e coautore dello studio- ma i risultati raggiunti ci ripagano di tutto il lavoro clinico ed organizzativo svolto. Lo studio suggerisce che la condotta di attesa è adeguata in donne con diagnosi iniziale di cisti benigna, a condizione che l’esame ecografico sia svolto accuratamente e da operatori con adeguata competenza».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Lancet Oncology

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