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La psicologia degli haters

Troll, una nuova forma di aggressione verbale

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Pubblicato il: 19-03-2019

Internet e i Social Network hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, ma anche di comunicare, sfortunatamente non sempre in positivo. I troll o i cosiddetti 'odiatori' ne sono l'esempio.


Troll, una nuova forma di aggressione verbale © iStock

Sanihelp.it - I Social Network come Facebook, Instagram, YouTube o Twitter hanno letteralmente stravolto il concetto di interazione sociale. Le nuove tecnologie, infatti, hanno favorito una forma di partecipazione online molto coinvolgente, tanto da diventare un potente canale di comunicazione in grado di connettere milioni di persone.

Questo fenomeno ha avuto e continua ad avere dei risvolti psicologici rilevanti. Se da un lato però questa globalizzazione comunicativa ha influenzato positivamente la vita di comunità, ha promosso involontariamente anche l’insorgenza e la diffusione di comportamenti negativi e distruttivi, come il cyberbullismo, rivolto a una persona specifica o una minoranza.

Altrettanto rapidamente si è diffusa un’altra forma di aggressione elettronica e in questa categoria rientrano i cosiddetti ‘troll’ o ‘haters’. Questi odiatori usano i social network per scrivere commenti al vetriolo e brutali con lo scopo di creare scompiglio e ottenere reazioni da altri utenti. Secondo una ricerca condotta da Vox – Osservatorio italiano sui Diritti, le categorie su cui è riversato maggiormente l’odio sono le donne, gli omosessuali, i migranti, i diversamente abili e le persone di religione ebraica. 

Ma cosa spinge questi odiatori seriali a comportarsi in questo modo? All’interno del cyber spazio tendono a dire e fare cose in modo più aperto, tanto da far parlare gli esperti di ‘effetto di 'disinibizione online’. Il contesto online, quindi, facilita comportamenti che di solito sono inammissibili nella comunicazione faccia a faccia.

Secondo gli esperti nella maggior parte di casi i fenomeni di hating sono ascrivibili al solo contesto on line e possono essere considerati come sostanzialmente innocui. Se l’odiatore viene ignorato, infatti,  di solito abbandona il contesto online dove sta cercando di creare confusione. In rari casi, tuttavia, comportamenti insistenti di hating possono essere indice di intenzioni dannose, antisociali e fisicamente aggressive che rispecchiano personalità disturbate e inimicizie intense.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
PsychologyToday.com

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