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Basso stato socio economico fattore di rischio per la salute

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Pubblicato il: 28-03-2019

Basso stato socio economico fattore di rischio per la salute © iStock

Sanihelp.it - Diversi studi scientifici hanno evidenziato come un basso stato socio economico rappresenti un importante fattore di rischio per la salute.

Le persone che però riescono a migliorare la propria condizione socio economica vedono migliorare anche le prospettive di salute in termini di lunghezza della vita e stato di salute.

A concentrarsi su questo argomento uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli e pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology and Community Health.

I ricercatori hanno analizzato il rapporto tra stato socioeconomico nel tempo e mortalità in un campione di oltre ventiduemila persone reclutate nell’ambito dello studio Moli-sani.

«Ricerche di questo tipo – ha spiegato Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Dipartimento e primo autore dello studio - si concentrano di solito su uno o più indicatori socioeconomici misurati in una ben precisa unità temporale. Di un adulto, per esempio, si valuta il livello di istruzione, ma senza sapere cosa è accaduto prima o dopo il conseguimento del titolo di studio. Le combinazioni possibili sono tante, e una persona che nasce in una famiglia svantaggiata può migliorarsi, sia culturalmente che come posizione sociale. Noi abbiamo voluto studiare quelle che in gergo vengono chiamate ‘traiettorie’ ossia i possibili percorsi sociali che ciascuno di noi può intraprendere nell’arco della propria vita».

Dall’analisi di queste traiettorie si è potuto vedere come le persone che durante l’infanzia avevano un basso stato socioeconomico, ma che poi hanno conseguito un buon livello di istruzione e hanno raggiunto un migliore quadro economico, hanno riportato un rischio di mortalità inferiore rispetto a chi non è riuscito a migliorarsi nelle fasi della vita adulta.

Non solo: la sopravvivenza è diventata simile a chi invece era partito avvantaggiato, con un’infanzia più agiata.

Ma è una via che può essere percorsa anche al contrario, come spiega Licia Iacoviello, Direttore  del Dipartimento e professore di Igiene e Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria: «Un altro aspetto interessante dello studio è che i soggetti che avevano una buona condizione socioeconomica durante l'infanzia rischiano di perdere qualsiasi vantaggio, in termini di sopravvivenza, nel momento in cui non raggiungono un livello di istruzione adeguato. Questi dati suggeriscono che le circostanze socioeconomiche nella prima fase della vita, svantaggiose o favorevoli che siano, devono essere considerate alla luce dell’evoluzione successiva dei dati socioeconomici individuali».



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Redazione- Comunicato stampa

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