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Il disorientamento come segno di decadimento cognitivo

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Pubblicato il: 08-04-2019

Il disorientamento come segno di decadimento cognitivo © iStock

Sanihelp.it - La difficoltà nella navigazione spaziale, cioè la capacità di orientarsi nell’ambiente, rappresenta spesso il primo sintomo d'invecchiamento patologico e di alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Il team di ricerca del Dipartimento di Psicologia e  del Dipartimento di Neuroscienze umane dell'Università La Sapienza di Roma ha condotto uno studio trasversale, confrontando l’invecchiamento normale e patologico, con l’intento di indagare i processi neuropsicologici coinvolti nel decadimento cognitivo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease.

Lo studio, realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Neuropsicologia dei disturbi visuo-spaziali e della navigazione della IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, ha coinvolto 19 individui sani e 19 persone con diagnosi di Mild Cognitive Impairment: un decadimento cognitivo lieve, ovvero una condizione clinica caratterizzata da una difficoltà in uno o più domini cognitivi (quali memoria, attenzione o linguaggio) in individui con conservata autonomia funzionale.

Tutti partecipanti hanno completato test di memoria di posizioni all’interno dello spazio peripersonale e navigazionale, rispettivamente lo spazio attorno al corpo raggiungibile con le mani e quello che a cui si arriva con il movimento, e test di navigazione nell’ambiente reale, in cui è stato chiesto loro di apprendere e rievocare un percorso e di riconoscere i punti di riferimento incontrati lungo il percorso tra distrattori. I risultati mostrano che gli MCI hanno prestazioni inferiori nell’apprendimento di posizioni nello spazio navigazionale; inoltre mostrano prestazioni deficitarie nell’apprendimento di percorsi nell’ambiente reale, sebbene il riconoscimento dei punti di riferimento sia ancora intatto.

Nei malati che mostravano solamente un deficit di memoria i ricercatori hanno individuato in 2 casi su 3 una dissociazione tra l’apprendimento di posizioni nello spazio peripersonale e in quello navigazionale: i malati dimostrano difficoltà nell’apprendimento di posizioni nello spazio navigazionale, mentre si comportano in modo simile agli individui sani nello spazio peripersonale. Questa dissociazione tra le due categorie di apprendimento spaziale non era mai stata dimostrata nel caso dell’invecchiamento patologico. Lo studio suggerisce quindi che la memoria di posizioni all’interno dello spazio navigazionale possa essere un marker neuropsicologico utile per la diagnosi precoce dell’invecchiamento patologico e per la pronta attivazione di trattamenti farmacologici.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Sapienza Università di Roma

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