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I consigli degli esperti

Le 7 facce del cyberbullismo, dalle molestie alle fake news

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Pubblicato il: 30-04-2019

Riflettori puntati sui pericoli del web. I consigli degli esperti per i genitori.


Le 7 facce del cyberbullismo, dalle molestie alle fake news © iStock

Sanihelp.it - La cronaca ci racconta quotidianamente di bambini e adolescenti vittime di bullismo e cyberbullismo, fenomeni che non possono essere ignorati. I cyberbulli sono stati i protagonisti di un incontro aperto al pubblico organizzato da Bayer, in collaborazione con Unamsi.  Il cyberbullismo inizia laddove un individuo si sente offeso o importunato, portando talvolta conseguenze come perdita della fiducia in se stesso, stati di ansia e depressione. Carpire e condividere foto di altre persone senza il loro consenso, aprire pagine offensive sui social network o utilizzare le piattaforme che consentono l’anonimato per insultare, sono oggi le nuove forme di violenza perpetrate con gli strumenti digitali. 

Come ha spiegato Gianluca Bonanomi, giornalista, formatore e autore del libro Prontuario per genitori di nativi digitali, mentre prima il bullismo aveva dei confini più definiti, ora messaggi, post e commenti hanno contribuito alla normalizzazione della violenza, anche se la maggior parte degli episodi avvengono a scuola o online. Per questo motivo, la prevenzione attraverso opportuni spazi psicoeducativi per i ragazzi e momenti formativi sia per i genitori che per il personale docente rimane la migliore strategia.

A mettere in guardia genitori, adolescenti e insegnanti presenti tra il pubblico dalle trappole della rete è il Capitano Giovanni Colletti, Comandante Sezione Indagini Telematiche dell’Arma dei Carabinieri di Milano, che ha commentato le sette forme più comuni di cyberbullismo descritte da Gianluigi Bonanomi:

1. Flamming. I confilitti verbali che avvengono online.

2. Harassment. Si parla in questo caso di molestie. Delle 350 denunce ricevute nel 2017, più della metà erano per molestie.

3. Denigration. Sono le fake news, che portano alla diffamazione di un utente.

4. Cyberstalking. È la tendenza a terrorizzare le proprie vittime. Tre persone colpite dal cyberbullismo su quattro sono stalkerizzate da una persona che conoscono.

5. Impersonation. È il furto d’identità, che online si riferisce all’attività di prendere possesso dell’account di qualcuno e sostituirsi a questa persona.

6. Tricy o Outing. È il caso del revenge porn, la diffusione per vendetta di foto osè (la pratica del sexting)

7. Exclusion. Escludere la vittima da un gruppo.

A questo proposito, il Capitano ne ha approfittato per elencare i passi in avanti legislativi che sono stati compiuti contro i reati a mezzo web, grazie anche alla legge 71 del 2017, che spesso però non aiuta la vittima dal punto di vista psicologico. Dunque è importante non sottovalutare il problema e agire tempestivamente, poiché le conseguenze, sia a breve che a lungo termine, possono essere gravi sia per le vittime, sia per i bulli che per gli osservatori.

I genitori vanno esortati a sorvegliare i comportamenti dei figli fino alla maggiore età. Grazie a sistemi di Parental Control sempre più evoluti, le famiglie oggi hanno la possibilità di osservare la vita dei propri figli sul web: non per spiarli, ma per capire come e dove correggerli e per comprendere se qualcosa non va. È importante, soprattutto per i ragazzi, sapere come tutelare la propria immagine e identità digitale, affinché il web sia un luogo sicuro e positivo, fonte di opportunità e cultura, e non di rischi spesso dal risvolto drammatico. 

A questo proposito in Lombardia è nato il nuovo Sportello Help Web Reputation Giovani, istituito al fine di assicurare a livello regionale una funzione di tutela della reputazione e delle identità digitali e del corretto e responsabile uso delle tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione dei cittadini. Presentato anche un Osservatorio sul cyberbullismo, ancora in via di sviluppo, realizzato dal Corecom con l’Università degli Studi di Milano, finalizzato a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, promuoverne un uso positivo e consapevole e unire le forze con scuole e autorità per fare attività di prevenzione non solo sui ragazzi ma anche sui genitori.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ciclo di incontri Conosciamoci meglio realizzati da Bayer, con il patrocino del Comune di Milano e in collaborazione con UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione)

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