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Glaucoma: problematica l'aderenza alla terapia

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Pubblicato il: 09-04-2019

Glaucoma: problematica l'aderenza alla terapia © iStock

Sanihelp.it - Secondo le stime disponibili in Italia soffrono di questa malattia circa un milione di persone: la condizione se non correttamente diagnosticata e tenuta sotto controllo può portare alla cecità completa.

Una volta fatta diagnosi, non esiste, per il momento, una terapia risolutiva, ma viene messa in campo una terapia conservativa volta al miglior mantenimento possibile della vista.

Purtroppo però, dati alla mano circa il 45% dei pazienti con glaucoma non segue correttamente la terapia ipotonizzante perché assume meno del 75% della dose prevista.

Altri studi hanno anche evidenziato come a 4 anni dall’inizio della terapia ipotonizzante il 48% dei pazienti assuma soltanto un terzo del dosaggio prescritto, ovvero come metta effettivamente il collirio solo una volta su tre.

«Quello dell’aderenza alla terapia nei pazienti con glaucoma è un problema estremamente attuale tant’è vero che il numero di pubblicazioni annuali sul tema è praticamente triplicato nel giro di soli 10 anni» dichiara Michele Figus, Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, dell’Università di Pisa.

«I dati che abbiamo sono stati ottenuti utilizzando particolari flaconi che misurano la quantità di collirio somministrato, oppure contando il numero di gocce rimaste nel flacone dopo ogni mese di trattamento, oppure misurando costantemente con una apposita bilancia l’ora di sollevamento del flacone e il suo peso o infine misurando quando e quante volte il flacone veniva capovolto per somministrarsi le gocce».

Dimenticare di mettere le gocce ipotonizzanti non è un problema da poco per i pazienti glaucomatosi.

La principale conseguenza di questa scarsa aderenza è, purtroppo, una progressione più rapida della malattia e del danno sostanzialmente irreversibile.

Attualmente la terapia anti-glaucomatosa è un trattamento conservativo e non migliorativo della visione e per questo i pazienti non riescono ad apprezzare i benefici di una corretta aderenza. «Il paziente glaucomatoso - spiega il professor Figus - presenta generalmente un buon visus e la terapia ipotonizzante non migliora questa condizione ma anzi può causare alcuni effetti collaterali quali bruciore, annebbiamento, sensazione di corpo estraneo, arrossamento degli occhi per cui il paziente è portato a pensare che la terapia non sia efficace ma che anzi sia peggiorativa della sua condizione».

Altro ostacolo all’aderenza terapeutica è la difficoltà dei pazienti ad instillare i colliri in modo corretto.

Si tratta spesso di persone anziane affette da disabilità che purtroppo hanno difficoltà a maneggiare flaconi piccoli e difficili da comprimere. 

Anche se l’incremento della pressione intraoculare rimane a tutt’oggi il più importante e ben documentato fattore di rischio associato all’insorgenza e alla progressione del glaucoma, le più recenti ricerche hanno evidenziato un'origine neuronale della malattia, con la degenerazione delle cellule gangliolari della retina.

Per questo si sta facendo strada un nuovo approccio di neuroprotezione che vada ad affiancare la classica terapia ipotonizzante ovvero quella fatta  con molecole dall’azione antiossidante come il Coenzima Q10.

Il Coenzima Q10 si somministra in gocce come terapia complementare di quella ipotonizzante ma di recente, proprio con l’obiettivo di facilitare la compliance, è stata introdotta anche la formulazione orale.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
OSVI (Osservatorio per la Salute della Vista)

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