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Katia Follesa: La bellezza? È innanzitutto sentirsi unica

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Pubblicato il: 15-04-2019

Katia Follesa: La bellezza? È innanzitutto sentirsi unica © Redazione

Sanihelp.it - Il 75% delle italiane dichiara di avere una media o bassa autostima, facendo posizionare l’Italia penultima nella classifica dei Paesi, in cui fa peggio solo il Giappone. Otto su 10 evitano di partecipare a eventi pubblici per paura di non apparire perfette e l’80% di donne e ragazze con una bassa considerazione del loro corpo non effettua i controlli clinici di routine, mettendo a rischio la propria salute. Sono alcune delle evidenze emerse dalla ricerca Beauty Confidence e Autostima, promossa da Dove e realizzata in collaborazione con Edelman Intelligence in 17 Paesi europei ed extraeuropei tra i quali l’Italia. 

Dove Progetto Autostima promuove l’importanza dell’autostima come elemento fondamentale del benessere psico-sociale della persona, come valore alla base di relazioni positive con la propria immagine. Dal suo lancio internazionale, il progetto è riuscito a raggiungere oltre 35 milioni di giovani in 140 Paesi del mondo, è stato presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e in alcuni Paesi, come Stati Uniti, Canada e Francia è stato inserito all’interno dei programmi scolastici ministeriali. In Italia prevede un programma formativo integrato, con workshop realizzati in collaborazione con l’associazione Fondo Scuola Italia e con materiali a supporto sia delle scuole che delle famiglie, fruibile gratuitamente sul sito web Dove. 

Tra le cause più rilevanti di una bassa autostima c’è una pressione sociale sempre maggiore verso ideali irrealizzabili di perfezione: in Italia il 49% delle ragazze sostiene di avvertire la pressione di dover essere sempre bella e più della metà di donne e ragazze pensa addirittura di non poter mai sbagliare o dimostrare debolezza; 2 donne su 3 inoltre sentono il peso e la pressione di dover raggiungere tutti i propri obiettivi (essere e fare tutto).

In questo senso anche i media hanno una grande responsabilità nel veicolare un’immagine della donna e un ideale di bellezza reali e che possano essere sentiti vicini dalle persone comuni. Emerge infatti che, nonostante 7 ragazze e 8 donne su 10 siano consapevoli delle alterazioni delle immagini spesso presenti sui media, il confronto con questi modelli genera una forte pressione sul proprio modo di essere che incide sull’insoddisfazione generale della propria vita. Un declino importante del livello di soddisfazione e felicità si registra con l’ingresso nell’adolescenza: dai 14 ai 17 anni c’è un calo di 16 punti percentuali (dal 21% in età compresa tra i 10 e i 13 anni al 9%).

La prospettiva cambia completamente quando la persona ha un alto livello di autostima, convivendo bene con il proprio corpo e abbracciando la propria unicità. Quando infatti una donna ha una percezione positiva di sé e della propria immagine, nell’83% dei casi si sente positiva nei confronti della vita (contro il 63% delle donne con bassa autostima) e nel 78% si apprezza di più (contro il 63% delle donne con bassa autostima). Il 71% delle donne e il 63% delle ragazze pensano che le donne non sappiano davvero quanto siano realmente belle e l’81% delle ragazze e l’87% delle donne crede che essere uniche sia più importante che allinearsi all’immagine delle altre persone.

Ambasciatrici del progetto, l’attrice e presentatrice tv Katia Follesa e la creator Cami Hawke, portatrici di un messaggio importante: la vera bellezza è accettare la propria unicità, l’autostima è la forza per costruire una solida identità e delle relazioni sociali positive. «La bellezza è un valore importante nella nostra società ma spesso viene limitato alla sola estetica. Da donna e mamma sento la necessità di contribuire per aiutare le nuove generazioni a difendere la propria unicità», ha commentato Katia.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Dove Progetto Autostima

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