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Encefalite da zecca: cos'è ?

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Pubblicato il: 15-04-2019

Encefalite da zecca: cos'è ? © iStock

Sanihelp.itL'encefalite da zecca (TBE) è una delle malattie più pericolose trasmesse dal morso di zecche infette, la sua incidenza è aumentato di quasi il 400% negli ultimi 30 anni. 

Una recente ricerca svolta in 20 Paesi europei da GfK SE1 per conto di Pfizer su un campione di oltre 50.000 intervistati di età compresa tra i 18 e i 65 anni, però ha evidenziato che questa malattia è ancora troppo poco conosciuta

.Il sondaggio è stato condotto in Paesi differenti per grado di endemicità (aree in cui la TBE è costantemente presente) rivelando un grado variabile di conoscenza sia della malattia che delle forme di prevenzione. 

In Europa sono presenti aree fortemente endemiche come la Finlandia, l'Austria, la Repubblica Ceca e parzialmente endemiche come l'Italia (in particolare il Triveneto), la Germania e la Svezia.

In linea generale, in tutti i Paesi endemici - di qualunque livello - il 63% degli intervistati conosce la TBE e il 43% degli intervistati sa anche che esiste un vaccino per prevenirla, di questi il 33% dichiara che lui e i suoi familiari sono vaccinati. In realtà tra i Paesi fortemente endemici e quelli parzialmente endemici i dati evidenziano uno scostamento rilevante: nel primo caso, è dell'80% la percentuale di quanti cono-scono la malattia (vs il 59%) e del 70% quella relativa alla conoscenza del vaccino (vs il 37%); il 41% di coloro che vivono in un contesto familiare informato sulla vaccinazione è vaccinato (vs il 30%).

I dati specifici sull'Italia restituiscono una fotografia molto diversa dalla media europea, anche rispetto a quella dei Paesi parzialmente endemici come il nostro. 

1 intervistato su 3 conosce la TBE, 1 su 2 nel Triveneto, zona fortemente endemica;
 1/10 è a conoscenza sia della patologia che dell'esistenza di un vaccino per prevenirla;
Tra quanti hanno consapevolezza sia della malattia sia del vaccino (intervistati e loro nucleo fami-liare), il 2% conosce e ha effettuato il vaccino, percentuale che sale al 4% nelle zone endemiche del Paese.

La TBE si può manifestare con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare sin-tomi neurologici a lungo termine, e in alcuni casi anche la morte.

Come nel resto d'Europa, anche in Italia gli intervistati ritengono, erroneamente, che la TBE possa essere trattata con gli antibiotici e che questi siano senz'altro almeno parte del percorso terapeutico.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) raccomandano la vaccinazione contro l'encefalite da zecca nelle zone in cui questa malattia è endemica.
È possibile, inoltre, tutelarsi adottando alcuni semplici accorgimenti: indossare indumenti protettivi con maniche lunghe, pantaloni lunghi e stivali sui quali va spruzzato un insetticida appropriato; ispezionare bene il proprio corpo dopo aver effettuato attività all'aria aperta per escludere la presenza di zecche e, nell'eventualità, rimuoverle utilizzando delle pinzette dalla punta sottile; evitare, nelle aree a rischio, anche il consumo di latte e di prodotti del latte non pastorizzato.



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Redazione -Comunicato stampa

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