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Tumori: prevenzione e terapie

Sono le cure ad andare dai pazienti: succede a Piacenza

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Pubblicato il: 23-04-2019

Quando il servizio di oncologia è troppo distante, sono i medici e gli infermieri a recarsi dal paziente: un esempio virtuoso da seguire


Sono le cure ad andare dai pazienti: succede a Piacenza © iStock

Sanihelp.it - I malati oncoematologici necessitano di cure e controlli frequenti, quindi la distanza dal centro di riferimento costituisce un problema. Per rispondere a questa esigenza è stato creato un vero e proprio servizio periferico integrato tra l’Unità Operativa (UO) di Oncologia di Piacenza con le UO di Medicina Interna dei tre ospedali periferici, per consentire ai malati residenti in zone remote della provincia di vedere garantite le stesse opportunità di cura di chi vive in città. 
L’esperimento funziona, visto che, nel solo 2018, ha permesso ai pazienti di effettuare, vicino a casa, oltre 2400 visite, tra cui 635 prime visite, con un accesso ai servizi in crescita dal 2012 a oggi.
Questo progetto vede oncologoematologo infermiere specializzato itineranti, in orari e giorni prestabiliti, presso strutture territoriali a carattere fortemente infermieristico; i farmaci antiblastici vengono diluiti a livello centrale e poi recapitati presso le sedi periferiche mediante mezzi di trasporto dell’Azienda Sanitaria.

«I malati oncologici e oncoematologici necessitano di cure e controlli spesso a cadenza settimanale, o anche più frequenti, spesso per molto tempo, a volte per tutta la vita, intervallati da brevi periodi di riposo», spiega Patrizia Mordenti, UO di Oncologia «Da qui l’intervento che ha strutturato una vera e propria rete che porta l’oncologo e le cure oncologiche vicino al domicilio del malato sfruttando da un lato l’esistenza di presidi ospedalieri periferici e dall’altro la collaborazione e l’integrazione con i professionisti sanitari delle UO di Medicina Interna di questi presidi ospedalieri».

«Questo si traduce sicuramente in un miglioramento della qualità di vitarisparmio di tempofatica e denaro nel raggiungere la sede di terapia, minor impatto sulla dipendenza dai familiari per essere accompagnati nei luoghi di cura e, in definitiva, possibilità di mantenere uno standard di vita più vicino alla normalità anche nella malattia oncologica».

Da ultimo ricordiamo che il presente progetto ha vinto il primo premio nazionale di Cittadinanza Attiva Andrea Alesini 2018.



 



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