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Sclerosi multipla e alterazioni circadiane

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Pubblicato il: 29-04-2019

Sclerosi multipla e alterazioni circadiane © iStock

Sanihelp.it - All’aumentare della latitudine aumenta anche l’incidenza di sclerosi multipla: a rivelarlo sono stati numerosi studi epidemiologici  che hanno dimostrato l’esistenza di singolari variazioni nella distribuzione geografica di questa malattia, anche se i motivi alla base di quest’evidenza, non erano fin’ora noti.

Uno studio coordinato da Enzo Agostinelli del Dipartimento di Scienze biochimiche A. Rossi Fanelli della Sapienza ha identificato nell’orologio circadiano il principale fattore coinvolto e ha proposto un modello eziologico della malattia (che considera cioè anche le cause) coerente sia con il fattore geografico, sia con altri parametri quali le variazioni etniche, di sesso o dello stile di vita.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Amino Acids della Springer-Verlag GmbH. «L’assunto fondamentale, che ha portato allo sviluppo del nuovo paradigma, –  ha spiegato Enzo Agostinelli – è che aumentando la latitudine, la continua e crescente diversità dell’alternanza luce-buio delle giornate desincronizzi gli orologi circadiani centrali e periferici. Tale alterazione a sua volta può compromettere il sistema immunitario dell'organismo, innescando l'autoimmunità e, con essa, la sclerosi multipla».

La principale caratteristica degli orologi circadiani è la capacità di rispondere e sincronizzarsi con stimoli ambientali esterni, detti »zeitgebers» (dal tedesco, zeit= tempo, geber = che dà), primo fra tutti la luce (e dunque l’alternanza luce-buio), ma anche la temperatura, il cibo e alcuni segnali sociali come variazioni del ritmo sonno-veglia (jet-lag, ora legale, lavoro notturno).

A supporto della propria tesi, i ricercatori hanno evidenziato una prevalenza della sclerosi multipla 6,35 volte più alta in presenza di un ulteriore fattore di disturbo circadiano, identificato nell’ora legale, in paesi situati alla medesima latitudine.

«Si è visto – ha commentato Francesco Gasperoni del Dipartimento di Scienze biochimiche e primo nome dello studio – che la presenza della luce nelle ore notturne, associata ad altri fattori legati allo stile di vita, intensifica notevolmente gli effetti negativi. Tali risultati confermano la disfunzione del ritmo circadiano alla base dell'eziopatologia della sclerosi multipla».

Un’ulteriore validazione arriva dall’osservazione delle poliamine, piccole molecole organiche che, fra i vari ruoli, partecipano alla regolazione dell'orologio circadiano, tanto che la loro variazione improvvisa potrebbe desincronizzarlo.

 «Considerato che nei soggetti affetti da malattie autoimmuni le poliamine sono presenti in concentrazioni molto elevate – conclude Agostinelli – queste potrebbero essere considerate un ulteriore nuovo target per lo sviluppo di nuove prospettive terapeutiche per la battaglia contro la sclerosi multipla».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Amino Acids

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