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Un pericolo raro, ma grave

Linfoma da protesi al seno: primo caso di morte in Italia

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Pubblicato il: 06-05-2019

Linfoma da protesi al seno: primo caso di morte in Italia © iStock

Sanihelp.it - Il Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule, o ALCL, è un particolare tipo di linfoma non-Hodgkin a carico dei linfociti T del sistema immunitario: pur essendo molto raro, nel 2011 la Food and Drugs Administration, ente deputata al regolamento dei farmaci negli Stati Uniti, ha riscontrato una singolare coincidenza tra la comparsa della malattia e le donne portatrici di protesi mammarie, impiantate per ragioni estetiche o ricostruttive. Dai 130 casi di ALCL legati alle protesi mammarie riscontrati nel mondo nel corso dell'anno 2013 i numeri sono aumentati fino alle 359 diagnosi del 2017. In questi giorni, invece, è stato riscontrato il primo caso di decesso in Italia: più precisamente all'Ospedale Policlinico di Roma, dove una paziente è spirata proprio per questo particolare tipo di neoplasia.

L'intervento di ricostruzione mammaria risaliva a 12 anni fa, mentre a ottobre 2018 si era sottoposta ad un'operazione proprio per rimuovere le protesi. Tuttavia il linfoma era già esteso e in fase avanzata, e non le ha lasciato scampo. Dito puntato in particolare contro le protesi al seno "testurizzate", ovvero ruvide: caratteristica piuttosto allarmante, trattandosi di gran lunga della tipologia maggiormente utilizzata. In Francia è già stata emanata un'ordinanza che ne vieta la commercializzazione a causa di un pericolo definito come "raro ma grave", sull'onda dei tre decessi causati proprio da ALCL oltralpe. 

Al contrario, in Italia la posizione del governo non è ancora ben definita, sebbene il Ministero della Salute sia in attesa del parere ufficiale del Consiglio Superiore di Sanità. D'altronde, il rischio di sviluppare il linfoma a causa delle protesi al seno ruvide rimane invero piuttosto basso: le probabilità di soffrire di ALCL derivante dall'intervento di ricostruzione sono di circa uno su 25 mila. Ciò nonostante un po' di preoccupazione è legittima tra le donne operate: preoccupazione che, dopo il caso di Roma, non potrà che aumentare. La raccomandazione è quindi quella di sottoporsi a esami periodici: particolare attenzione soprattutto in caso di rigonfiamento del seno o di chiara presenza di liquido. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Policlinico di Roma, Il Giornale

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