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Attenzione alle lenti a contatto. Possono diventare un pericolo

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Pubblicato il: 20-03-2002

Molte persone non valutano il rischio di un uso scorretto delle lenti a contatto, continuando a portarle anche quando gli occhi si affaticano o si irritano e non eseguono le corrette manovre di pulizia..

Sanihelp.it - Secondo il Dott. Thomas J. Liesegang, oftalmologo alla Mayo Clinic di Jacksonville, Florida, queste “disattenzioni” possono causare dolori, occhi irritati, abrasioni della cornea fino ad arrivare alle lacerazioni che potenzialmente possono condurre alla perdita della vista.

Col passare del tempo queste pratiche aumentano il rischio di danni permanenti alla cornea, lo strato trasparente esterno dell’occhio, comprese una perdita di cellule corneali, un assottigliamento dello strato ed un suo mutamento di forma(distorsione della cornea).

Il dott. Liesegang, che ha pubblicato un articolo su questo argomento nel recente numero della rivista The CLAO Journal, pubblicazione della Contact Lens Association of Ophtalmologists, avverte che le lenti a contatto hanno più effetti sulla cornea di quanto la gente immagini e mentre in alcuni casi le conseguenze possono essere reversibili, in altre situazioni i danni possono essere permanenti.

Gli effetti a lungo termine di questi danni, anche se piccoli, non sono totalmente conosciuti e potrebbero causare problemi alla vista con il trascorrere degli anni.

Sebbene il numero di utilizzatori di lenti a contatto che vanno incontro ad effetti indesiderati sia modesto, sembra anche per gli utilizzatori “diligenti possa esserci qualche rischio.Il ridotto apporto d’ossigeno alla cornea, causato dall’applicazione delle lenti, porta ad un accumulo di anidride carbonica nei tessuti. Come risultato, si può creare una risposta infiammatoria caratterizzata da arrossamento e gonfiore. I batteri possono rimanere intrappolati sotto le lenti, portando infezioni oculari.

I materiali con cui vengono realizzate le lenti, e il tempo di utilizzo, sono importanti nella regolazione degli scambi d’ossigeno. Ad esempio le lenti in idrogel indossate continuamente per una settimana possono portare ad una forte riduzione del flusso di ossigeno. E’ consigliata la rimozione delle lenti durante la notte in quanto le palpebre chiuse riducono ulteriormente l’apporto di ossigeno.

Per ovviare al problema, migliorare l’apporto d’ossigeno all’occhio e superare alcuni dei problemi dell’uso continuativo, sono state messe in commercio nuove lenti in idrogel siliconico, studiate per un uso ininterrotto di 30 giorni. Alcuni pazienti, abituati alle lenti in idrogel, potrebbero non trovarle comode se non addirittura non sopportarle.

Secondo Liesegang non esiste una lente migliore in assoluto e la scelta del tipo migliore di lente deve essere basata su vari elementi in quanto la sopportazione e l’adattamento alla lente è variabile da persona a persona.

I parametri che i pazienti dovrebbero valutare sono il comfort, e quando e come intendono indossare le lenti, il loro impegno nel mantenerle pulite (quelli che hanno problemi di questo tipo possono optare per le lenti usa e getta giornaliere) ed il loro budget (anche se convenienti, le lenti usa e getta possono risultare più costose alla fine).

Altra raccomandazioni:
  • eseguire un controllo periodico dall’ottico e, in caso di problemi riscontrati, dall’oculista.
  • seguire le istruzioni d’uso
  • portare con sé un paio di occhiali da vista per sostituire le lenti in caso di irritazioni
  • lavarsi le mani prima di toccare le lenti(pratica spesso “dimenticata”dagli adolescenti)
  • pulire attentamente le lenti
Secondo le stime degli esperti almeno il 50% delle persone non puliscono le lenti a contatto in modo corretto.

FONTE: The CLAO Journal 2002


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