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Tumori: prevenzione e terapie

Ieo Milano, perché il tumore prolifera incontrollatamente

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Pubblicato il: 25-06-2019

Uno studio rivela come nasce l'anarchia cellulare del cancro


Ieo Milano, perché il tumore prolifera incontrollatamente © iStock

Sanihelp.it - Una ricerca italiana ha svelato il ruolo di 2 proteine-architetto che impazziscono per errore, per esempio a causa di una mutazione del DNA, e smettono di lavorare come dovrebbero, innescando così il processo di anarchia cellulare alla base dei tumori.

Lo studio, sostenuto dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e dal Ministero della Salute, è stato pubblicato su Nature Communications e apre nuove strade per la cura: la speranza è riuscire a intervenire sui geni che regolano le proteine impazzite.

«Sappiamo che la cellula tumorale, a differenza di quella sana, prolifera in modo smisurato e disordinato e dà così luogo a insiemi eterogenei e complessi di cellule che noi chiamiamo cancro - spiega Marina Mapelli, a capo del team di ricerca, direttrice dell'Unità di Biologia strutturale del Dipartimento di oncologia molecolare dell'Ieo - Noi abbiamo scoperto alcuni aspetti inediti di questo processo, studiando con le tecnologie più avanzate della biologia strutturale e della biochimica due proteine che regolano la divisione cellulare».

Si chiamano Numa Lgn e, quando funzionano bene, fanno sì che le nuove cellule si posizionino correttamente per svolgere il proprio ruolo nell’organismo.  Se però questo complesso proteico smette di fare il proprio lavoro e posiziona le nuove cellule in modo disordinato, si scatena l’anarchia: tessuti e organi crescono in modo incontrollato e non riescono più a funzionare normalmente. Questa è in genere la situazione che si  crea in presenza di un tumore.

«Siamo entusiasti di questo passo avanti nella conoscenza a livello atomico delle strutture che determinano i comportamenti delle cellule - afferma Laura Pirovano, ricercatrice Ieo - La visione dettagliata che abbiamo ottenuto del complesso proteico Numa-Lgn infrange una delle barriere che fino a ieri ci impediva di capire i meccanismi più intimi e complessi della cancerogenesi. Ora possiamo pensare di correggere il malfunzionamento di queste proteine, per esempio trovando un farmaco in grado di colpire i geni che le regolano».



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