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Ictus: raro in gravidanza, ma i casi sono in aumento

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Pubblicato il: 02-07-2019

Ictus: raro in gravidanza, ma i casi sono in aumento © iStock

Sanihelp.it - Che la gravidanza sia un periodo delicato per la salute di una donna è cosa risaputa. Ciò che è meno noto è che tra le conseguenze possibili c'è l’ictus cerebrale. In base ai dati resi disponibili dall’American Heart Association, l'incidenza dell’ictus ischemico e quello emorragico è di 26 casi su 100.000, ma ciò che preoccupa gli esperti è il rilevante aumento che si è registrato negli ultimi 10 anni, con un incremento di ben il 54%. 

Un gruppo di ricercatori dell’Azienda Ospedaliera di Perugia/Università di Perugia ha analizzato gli ultimi dati sull’emorragia cerebrale in gravidanza: in base alla ricerca fatta sui dati disponibili in letteratura, il rischio assoluto di emorragia intracranica associato alla gravidanza è stato stimato essere 12.2 su 100.000, ma generalmente collegato ad alto rischio di morte o invalidità permanente sia per la madre che per il feto.

Di tutti i casi, il 90% delle emorragie cerebrali occorrono nel periodo gestazionale, con più del 50% nel terzo trimestre, mentre l’8% avvengono durante il puerperio e il 2% durante il travaglio: ciò è spiegato dal fatto che durante la gravidanza, la gittata cardiaca, cioè il volume di sangue espulso dal cuore durante un minuto, può aumentare anche del 60% dall'inizio del terzo trimestre fino al parto. La maggior parte delle emorragie in gravidanza sono infatti associate a ipertensione, gestosi o eclampsia: con queste ultime due sindromi, il rischio complessivo aumenta del 24,7% e persiste per i 12 mesi successivi al parto. Inoltre, donne fumatrici e di età materna avanzata (sopra i 35 anni), se portatrici di ulteriori fattori di rischio quali ipertensione, malattia vascolare e coagulopatie sono più a rischio di sviluppare un’emorragia cerebrale. Fondamentale, quindi, la prevenzione.

Questi episodi si verificano generalmente nei soggetti che presentano specifici fattori di rischio che possono essere accentuati dalla gravidanza, e che, a maggior ragione vanno tenuti sotto controllo. È anche vero, comunque, che esistono problemi
specifici legati alla gestazione che possono aumentare il rischio di ictus come la preeclampsia, spesso asintomatica, che si verifica nel 2-8% delle gravidanze, e l'eclampsia (la complicanza più grave della gestosi caratterizzata da convulsioni, confusione mentale, deficit visivi che porta potenzialmente a coma e morte della gestante).

La gestione dell'ictus in gravidanza è una questione difficile, perché se da un lato è fondamentale l’intervento farmacologico, nello stesso tempo bisogna inevitabilmente tener presente l’eventuale tossicità che i farmaci possono avere per il feto. È dunque importante che, ciascuna donna conosca e cerchi di prevenire l'eventuale insorgenza dei fattori di rischio. È necessario tenere sotto controllo il peso e smettere di fumare, svolgere regolare attività fisica e seguire una sana alimentazione. Per quei problemi collegati a fattori non modificabili (come l’età e la storia familiare, oppure in presenza di patologie note), è bene rivolgersi allo specialista, che potrà tenere la situazione sotto controllo.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
A.L.I.Ce. Italia Onlus

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