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Nuove tecniche per contrastare i chili in eccesso

La stimolazione magnetica transcranica contro l'obesità

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Pubblicato il: 05-07-2019

La stimolazione magnetica transcranica contro l'obesità © iStock

Sanihelp.it - La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale effettuata, in modo non invasivo, mediante il posizionamento di potenti magneti in prossimità della cute. Viene utilizzata per trattare disturbi di natura psichiatrica e neurologica, quali: depressione, allucinazioni, Parkinson. Questa tecnica potrebbe ora essere impiegata anche nella lotta all'obesità: a confermarne l'efficacia, in tal senso, è uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism ed effettuato da un team di ricercatori del Policlinico San Donato di Milano, coordinati da Livio Luzi.

Alla ricerca hanno partecipato 50 volontari, molti dei quali sono stati monitorati per oltre un anno. Ciascun paziente è stato sottoposto, per tre volte a settimana, a 15 sedute di stimolazione: in tal modo, nell'arco di un anno, gli specialisti hanno registrato una perdita di peso mediamente superiore all’8% del peso corporeo di partenza.

In sostanza, grazie alla stimolazione magnetica transcranica, sono quasi 9 i chili che separano i pazienti  che si sono sottoposti alla TMS dagli altri inseriti nel gruppo di controllo e non trattati. Si tratterebbe dunque di un approccio efficace e che, non prevedendo l'utilizzo di farmaci, potrebbe essere ripetuto nel tempo. Potrebbe inoltre divenire un'opportunità per prevenire lo sviluppo dell'obesità nella fascia di età più a rischio, ossia quella adolescenziale.

Già in passato ricercatori del San Donato avevano testato la TMS  in altri studi, constatando una variazione nella composizione della flora intestinale dei pazienti trattati e una conseguente riduzione del desiderio di mangiare.

La fame è regolata da fattori legati sia al metabolismo sia a scelte individuali. Tuttavia la scienza sa anche che nei comportamenti alimentari anomali sono implicate alcune disfunzioni nei circuiti cerebrali della ricompensa, modulati dalla dopamina. L'ipotesi  fornita dalla ricerca in oggetto è che la stimolazione magnetica possa essere impiegata efficacemente per ridurre il desiderio di cibo, risultando un valido ausilio alle soluzioni classiche impiegate per la perdita di peso, in primis attività fisica e dieta.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Diabetes, Obesity and Metabolism

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