Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

La parola all'esperta

Solari: a lezione di etichette

di
Pubblicato il: 06-08-2019

Leggere l'etichetta è il primo passo per scegliere solari sicuri ed efficaci. Ecco un'utile guida per non perdersi tra numeri e simboli.


Solari: a lezione di etichette © iStock

Sanihelp.it - La crema solare deve essere, secondo gli esperti, una scelta consapevole e sicura, che passa soprattutto dal saper leggere le etichette. Ma quali sono le informazioni che dobbiamo guardare, sempre, prima di acquistare un prodotto? Ecco i consigli di Laura Busata, Cosmetics R&D Senior Specialist di Unifarco. 

Raggi UVB e SPF: non è un rebus! Quando parliamo di creme solari è importante tenere in considerazione l’SPF (Sun Protection Factor) ossia il fattore di protezione ai raggi UVB - i raggi principalmente responsabili di scottature ed eritemi che si fermano alla parte più superficiale della pelle. Più alto è il fattore di protezione, più la pelle è preservata, poiché maggiore è la quantità di raggi schermata.

Protezione totale: non esiste! Attualmente non è possibile formulare un prodotto solare che protegga la pelle al 100%. Nessuna crema, neanche quelle che un tempo venivano chiamate a schermo totale, proteggono al 100%. Quando si parla di protezione totale si intendono prodotti che schermano da diversi tipi di radiazioni. È opportuno poi scegliere creme che contengano anche molecole antiossidanti in grado di combattere la formazione di radicali liberi causata dai raggi non filtrati, per una protezione più completa.

Raggi UVA: occhio al bollino! I raggi UVA sono i principali responsabili del fotoinvecchiamento, poiché raggiungono gli strati più profondi della pelle, degradandone le strutture di sostegno (collagene ed elastina). È opportuno scegliere quelle creme che hanno il simbolo UVA racchiuso in un cerchio: indica che il prodotto è testato secondo le linee guida COLIPA e contiene almeno 1/3 di filtri UVA rispetto ai filtri UVB.

Waterproof? Non per i solari! Quando parliamo di resistenza all’acqua ci possono essere due diciture possibili: water resistant e very water resistant, determinate direttamente da test in laboratorio. Se dopo 40 minuti (80 minuti in caso di dicitura very water resistant) di immersione in acqua, il fattore di protezione è maggiore o uguale al 50% di quello iniziale, il prodotto è water resistant.

Waterproof? Una leggenda metropolitana, un falso mito. Non esiste una crema che mantenga totalmente inalterate le proprie aratteristiche a contatto con l’acqua. Per cui terminato un bagno è consigliabile spalmare nuovamente la crema.

Filtri: #nofilter vale solo per le foto delle vacanze! Se parliamo di filtri solari, meglio scegliere quelli broad-spectrum o ad ampio spettro: si tratta di filtri di ultima generazione, fotostabili e che quindi rimangono efficaci più a lungo.

Attenzione allo sfregamento dei tessuti! Il contatto con la sabbia o con il telo mare è meno invasivo e decisivo rispetto all’acqua del mare o della piscina, ma – come testimonia uno studio di Unifarco in collaborazione con la società Merieux Nutrisciences – non è da trascurare soprattutto quando si parla di protezione dei più piccoli. Controllate che il prodotto sia provvisto della dicitura resistente allo sfregamento.

PAO (Period After Opening): si tratta di un numero che indica per quanti mesi puoi utilizzare un prodotto con sicurezza una volta aperto. Di solito le creme solari dovrebbero avere un periodo di 12 mesi; superato il tempo indicato, il prodotto non scade immediatamente ma potrebbe non avere più l’effetto di prima. Un solare non avrà più lo stesso fattore di protezione l’anno successivo perché, a livello chimico, i filtri perdono la loro efficacia nel tempo, soprattutto se l’estate precedente sono stati tenuti a lungo al sole. Importante non dimenticarsi di controllare l’odore, l’aspetto e la consistenza.

Occhio alle quantità. Se si è avanzato del solare, vuol dire che non se n’è messo abbastanza! Basti pensare che quando viene testato l’SPF in laboratorio viene applicata una quantità di prodotto pari a 2g/cm2 di pelle: ciò vuole dire che, per avere lo stesso livello di protezione, bisognerebbe metterne una quantità pari.

Texture ideale? Un’emulsione, latte o crema corposa hanno un effetto migliore rispetto a un prodotto più light e leggero al tatto come uno spray. In questo secondo caso bisogna stare più attenti e applicare il prodotto più volte perché si crea uno strato più sottile di filtri sulla pelle e quindi si rischia di scottarsi più facilmente.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Unifarco

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Video del Giorno: