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Rucola: un antipertensivo per il suo sapore pungente

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Pubblicato il: 09-07-2019

Uno studio italiano spiega perchè la rucola è un antipertensivo naturale


Rucola: un antipertensivo per il suo sapore pungente © iStock

Sanihelp.it - Non è solo un ingrediente che si usa spesso e volentieri per la sua freschezza, in molti piatti estivi, giova anche alla salute e quindi consumarne non fa che bene.

Secondo uno studio condotto presso l’Università di Pisa in collaborazione con le università di Firenze e Federico II di Napoli e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia (CREA) di Bologna e pubblicato sul British Journal of Pharmacology, la rucola possiede proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive.

Queste proprieta sono attribuibili al suo contenuto in isotiocianato Erucina, un principio attivo prodotto dalla pianta come meccanismo di difesa e che conferisce alla rucola proprio il suo caratteristico sapore e odore pungente.

Gli autori dello studio hanno dimostrato le proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive dell’isotiocianato Erucina sia in vitro, su cellule di aorta umana e su vasi isolati, che in vivo, su animali spontaneamente ipertesi.

«Quando le foglie di rucola vengono tagliate o masticate – spiega Alma Martelli ricercatrice dell’Università di Pisa e prima autrice della pubblicazione – i glucosinolati e l’enzima mirosinasi, entrano in contatto generando l’isotiocianato Erucina. Se quest’ultimo per la pianta è un meccanismo di difesa che serve per allontanare ad esempio gli animali, per l’uomo è invece un principio attivo di origine naturale in grado di rilassare la muscolatura dei vasi e di abbassare la pressione arteriosa attraverso il rilascio di un gastrasmettitore, il solfuro d’idrogeno».

«Questa scoperta ha importanti ripercussioni in campo medico poiché per ottenere questi effetti antiipertensivi possiamo certamente somministrate il principio attivo purificato, sotto forma di integratore ma, almeno in parte, possiamo ottenere gli stessi effetti anche attraverso l’alimentazione - sottolinea Alma Martelli - infatti diversamente dalle altre piante appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae come il cavolo, il broccolo o il rafano, la rucola si può mangiare cruda così da non degradare l’enzima con la cottura e assicurare la sintesi di Erucina».

Un motivo in più, dunque, per cercare tante ricette che abbiano la rucola come protagonista o comprimaria.



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Università di Pisa

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