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Endocrinologia

Tiroidite di Hashimoto: la malattia di Gigi Hadid

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Pubblicato il: 09-07-2019

La modella ha rivelato di soffrirne lo scorso anno, per mettere così a tacere le critiche sul suo aspetto fisico. Scopriamo insieme di che patologia si tratta.


Tiroidite di Hashimoto: la malattia di Gigi Hadid © iStock

Sanihelp.it - Era il febbraio del 2018 quando la modella Gigi Hadid attraverso il suo profilo Twitter ha fatto sapere di avere la tiroidite di Hashimoto. Una rivelazione che, nell’intento della top model, doveva mettere finalmente a tacere quanti la giudicavano inadatta all’industria della moda (addirittura «too big», troppo grossa) perché vedevano l’infiammazione e la ritenzione idrica causati dalla malattia.

Non è la sola celebrity a fare i conti con questa patologia cronica. Sembra, per esempio, che ne soffrano infatti anche le attrici Zoe Saldana (resa famosa da Avatar), Kim Cattrall (la Samantha di Sex and the City). Del resto si tratta di una malattia non rara: secondo quanto riporta la Società Italiana di Endocrinologia, è  «la causa più comune di ipotiroidismo, può colpire qualunque persona, ma in genere riguarda prevalentemente il sesso femminile e le persone che hanno una storia familiare di malattie tiroidee». 

L’ipotiroidismo, a sua volta, è un’insufficiente produzione degli ormoni tiroidei ed è la più diffusa malattia della tiroide: la forma dovuta alla tiroidite di Hashimoto è, come detto, la principale e, interessa circa il 2% degli Italiani, con punte del 15-16% tra le donne in menopausa. La sua prevalenza, infatti, aumenta con l’invecchiamento, ma rappresenta anche « la più comune malattia endocrina autoimmune in età pediatrica insieme al diabete di tipo 1», stando alla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Autoimmune significa che il sistema immunitario dell’organismo, che normalmente ci difende da aggressioni di germi esterni, produce, per cause ancora ignote, anticorpi che vanno ad attaccare la tiroide ostacolandone il funzionamento e rendendola quindi incapace di produrre sufficienti quantità di ormoni. Astenia, debolezza, rallentamento del metabolismo, dei riflessi e dei processi mentali, ma anche una maggiore ritenzione di liquidi, con sensazione di gonfiore, in particolare al volto (mixedema), stitichezza, disturbi del sonno, irritabilità, a volte anche depressione sono i sintomi principali.

La malattia è cronica e si contrasta assumendo per tutta la vita, quotidianamente, l’ormone tiroxina (quello che la tiroide non riesce più a produrre a sufficienza) a dosi fisiologiche, cioè sovrapponibili a quelle che sarebbero prodotte dalla ghiandola in condizioni normali.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Twitter, SocietÓ Italiana di Endocrinologia, SocietÓ Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

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