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La realtà aumentata salva il cuore di una bimba

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Pubblicato il: 22-07-2019

La realtà aumentata salva il cuore di una bimba © iStock

Sanihelp.it - è successo a una bimba albanese di soli 6 anni: stava giocando in campagna quando improvvisamente è crollata a terra.

È stata trasportata all’ospedale più vicino; i genitori avuto sentore di grossi problemi in vista e hanno deciso di portarla in Italia.

Le è stato individuato una grossa massa, 5 cm x 3 cm, nella parte posteriore del cuore, posizionata sotto la valvola mitralica e le coronarie all’origine delle violente aritmie della piccola.

Si prospetta la possibilità di un intervevento che però è molto rischioso, per la possibilità di intaccare e danneggiare i tessuti circostanti al tumore.

Con questa diagnosi i genitori di Melissa vengono indirizzati all’IRCCS Policlinico San Donato, l’ospedale del cuore, centro di riferimento internazionale per la cardiochirurgia pediatrica, con oltre 500 interventi l’anno e 700 procedure di emodinamica interventistica pediatrica.

«In 30 anni di carriera ho visto solo quattro tumori cardiaci- afferma il dottor Alessandro Giamberti, responsabile dell’U.O. di Cardiochirurgia delle patologie congenite dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano sono molto rari, infatti solo lo 0,3% delle cardiopatie congenite rientra in questa categoria». 

L’intuizione vincente del dottor Giamberti e del dottor Chessa è quella di ricostruire il cuore compromesso di Melissa mediante ologramma, tecnologia molto performante e plasmabile nella quale il Policlinico San Donato sta investendo molto e che sta sperimentando con successo.

Gli ingegneri biomedici del Politecnico di Milano – Francesco Sturla, Filippo Piatti, Omar Antonio Pappalardo e Giovanni Rossini – hanno creato una copia perfetta del cuore della bimba permettendo così al dottor Giamberti e ai colleghi dottor Massimo Chessa e dottoressa Francesca Pluchinotta di simulare l’intervento, prima in laboratorio e poi in sala operatoria.

«L’ologramma ci ha consentito di visualizzare meglio la conformazione della massa e di decidere quale fosse la miglior via d’accesso e la modalità di intervento. In questo caso la tecnologia è stata davvero cruciale, direi salvavita, perché ci ha dato la certezza di poter enucleare il tumore, fortunatamente benigno, senza provocare danni. L’ologramma è attualmente la tecnologia migliore al supporto del chirurgo- ha aggiunto il dottor Giamberti. -La rimozione era assolutamente necessaria, poiché la massa crescendo avrebbe potuto ostruire il flusso sanguigno dando origine ad aritmie, talvolta mortali».

L’intervento per la rimozione del tumore è perfettamente riuscito, così come il secondo intervento per il posizionamento di un defibrillatore, a scopo del tutto precauzionale.

Melissa ora dovrà sottoporsi a controlli periodici, ma potrà avere una vita normale e tornare nella sua casa a festeggiare il suo settimo compleanno. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IRCCS Policlinico San Donato

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