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Diabete: in estate la metà dei malati sgarra con le cure

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Pubblicato il: 13-08-2019

Diabete: in estate la metà dei malati sgarra con le cure © iStock

Sanihelp.it - Il caldo fa passare la fame, oppure fa venir voglia di sostituire il pasto con un gelato o una dose di frutta. Il risultato, se si soffre di diabete e non si aggiustano le terapie, può far sballare la glicemia. Accade a circa la metà dei malati che può andare incontro a cali repentini degli zuccheri nel sangue da mancanza di appetito, se si utilizzano farmaci che aumentano il rischio di ipoglicemie, o al contrario a picchi di iperglicemia da eccesso di zuccheri, se non si adegua la cura al maggior introito di zuccheri da gelati, sorbetti, frutta, bibite dolcificate.

In vacanza si modificano le abitudini: c’è chi diventa più attivo e chi passa il tempo fermo sotto l’ombrellone, chi con il caldo perde l’appetito e introduce meno calorie e carboidrati e chi, pur riducendo il consumo di cibo, sposta i consumi verso alimenti ipercalorici come i gelati o molto zuccherini come la frutta. Si consumano cibi diversi, in differenti quantità rispetto al solito. Tutto questo può incidere sulla glicemia e le terapie andrebbero rivalutate: se si utilizzano farmaci associati a un maggior rischio di ipoglicemie si potrebbe avere un repentino calo di zuccheri, mangiando di meno, mentre in altri casi la cura potrebbe non essere sufficiente. 
 
Quando si va in vacanza, poi, è più difficile sfuggire alle tentazioni. Ricordarsi di bere molto, astenersi da attività sportive strenue, non esporsi troppo al sole, controllare spesso la glicemia, misurare la pressione arteriosa con regolarità sono alcuni dei consigli più importanti. È utile parlare con lo specialista prima delle vacanze per chiedere consigli nutrizionali: si potrebbe scoprire con sorpresa che un pasto potrebbe essere sostituito con un gelato, basta che si facciano eventuali adattamenti della terapia farmacologica.

Particolare cautela nelle modifiche dietetiche e dell’attività fisica è indispensabile soprattutto se si stanno assumendo farmaci associati a un elevato rischio di ipoglicemia, come insulina, sulfaniluree, repaglinide. La terapia estiva richiede una ri-taratura dei dosaggi: se è molto complessa l’adesione al trattamento è a rischio. Da qualche anno sono tuttavia disponibili farmaci che rendono la gestione della cura più semplice in questa fase dell’anno, come gli agonisti dei recettori del GLP1: la loro azione dipende dalla concentrazione del glucosio, non è perciò un effetto ipoglicemizzante ma piuttosto anti-iperglicemizzante. Ciò si traduce nell’assenza del rischio di ipoglicemie.

A questo si aggiunge spesso la complessità di assunzione delle terapie, che con il cambio della routine delle giornate di vacanza favorisce dimenticanze ed errori. Una soluzione può arrivare dalle nuove cure come dulaglutide, attivo di ultima generazione, agonista del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide-1): prevede una sola iniezione a settimana e, grazie a un meccanismo d’azione glucosio-dipendente, mette al sicuro dalla possibilità di ipo e iperglicemie fuori controllo. 

Con effetti collaterali positivi, visto che aiuta a ridurre il peso e soprattutto è il primo farmaco ad aver dimostrato di diminuire in maniera significativa il pericolo di eventi come morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus non fatali, anche in chi non ha una malattia cardiovascolare accertata: lo ha dimostrato il recente studio Rewind, condotto su quasi 10 mila individui affetti da diabete di tipo 2.



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