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Estate: i 5 consigli salva-cuore del cardiologo

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Pubblicato il: 21-08-2019

Estate: i 5 consigli salva-cuore del cardiologo © iStock

Sanihelp.it - A causa delle alte temperature estive sembra che il cuore si affatichi di più: affanno e tachicardie a volte mettono in allarme. In realtà, sottolinea Oreste Febo, cardiologo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia Riabilitativa e Pneumologia dell’ASST Gaetano Pini-CTO, il caldo non aumenta l’insorgenza di patologie cardiache. I soggetti che invece hanno già problemi di cuore devono prestare maggiore attenzione durante l’estate.

L’esposizione alle alte temperature favorisce nei cardiopatici, specialmente se anziani, eccessiva disidratazione e vasodilatazione. Tali condizioni possono provocare importanti cali di pressione, alterazioni della funzionalità renale e alterazioni importanti del contenuto di sali minerali dell’organismo. Spesso chi ha problemi cardiaci assume farmaci che potenziano i problemi.

Per chi è affetto da ipertensione, per chi assume farmaci vasodilatatori o diuretici che possono provocare una riduzione della pressione, il cardiologo suggerisce di misurare la pressione con maggior frequenza e di rimodulare il dosaggio dei farmaci assunti, in accordo con il medico curante. I cali di pressione sono pericolosi soprattutto nei soggetti fragili e quelli più anziani, e possono per esempio favorire l’insorgenza di traumi, come la frattura di femore, a seguito della perdita dell’equilibrio e le cadute.

Inoltre alcuni farmaci, come l’Amiodarone, possono provocare delle macchie sulla pelle, a seguito dell’esposizione al sole. È necessario che il malato sia informato, in quanto il danno alla pelle può essere permanente. È utile consigliare di proteggersi e di evitare l’esposizione diretta ai raggi solari. Le alte temperature possono condizionare la conservazione dei farmaci. Bisogna leggere sempre il bugiardino su cui si trova indicazione sui gradi da non superare e, anche in questo caso, è necessario chiedere consiglio al medico.

Anche sull’alimentazione bisogna porre maggiore attenzione: resta sempre valido il consiglio di bere di più, ma con giudizio, soprattutto negli affetti da scompenso cardiaco. Se si fanno scorpacciate di anguria, questo vale come aver bevuto più acqua. Bisogna quindi sempre fare un bilancio sull’introito di liquidi in rapporto alle perdite. Utile quindi il controllo quotidiano del peso e, in alcune situazioni, della quantità di urina quotidiana. Per quanto riguarda i cibi solidi, Febo consiglia di mangiare poco e spesso. I pasti copiosi affaticano il cuore che deve lavorare di più per permettere all’intestino di digerire il cibo.

Per i cardiopatici, in condizioni cliniche stabili, che non hanno ancora programmato le vacanze, l'esperto precisa che non c’è un’indicazione circa la scelta del mare o della montagna. Per chi sceglie il mare è bene andare in spiaggia solo mattino e nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde; mentre chi predilige la montagna deve ricordarsi di restare a bassa quota. Oltre i 1.500 metri, infatti, l’aria è più rarefatta e ciò può provocare dispnea, ossia mancanza del fiato, con maggiore affaticamento del cuore e dei muscoli anche per sforzi meno intensi di quelli abitualmente svolti senza alcun problema in pianura.



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Azienda Socio Sanitaria Pini-CTO

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