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Neurologia

Di successo perché mancini?

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Pubblicato il: 13-08-2019

Oggi si celebra la Giornata Internazionale dei Mancini. L'essere mancini potrebbe essere il segreto del successo di alcune personalità famose. Almeno secondo gli esperti di Top Doctors.


Di successo perché mancini? © iStock

Sanihelp.itOggi 13 agosto, come ogni anno, si celebra la Giornata Internazionale dei Mancini, ricorrenza istituita nel 1992 per volontà del club Lefthanders International, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema del mancinismo. Infatti, fino a non molto tempo fa questa condizione era considerata un vizio da correggere e ai bambini, a scuola, veniva imposta l’utilizzo della mano destra. Invece essere mancini può essere una risorsa e rappresentare una marcia in più, come hanno deciso di spiegare in questa occasione gli esperti di Top Doctors, la piattaforma online che seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici specialisti di tutto il mondo.

Del resto non sono certo pochi i personaggi di successo mancini: due ex presidenti USA come Barack Obama e Bill Clinton, per esempio, ma anche star del cinema e della musica del calibro di Angelina Jolie, Robert De Niro, Lady Gaga, Nicole Kidman e l’ex marito Tom Cruise. O, per restare in casa nostra, l’asso del motociclismo Valentino Rossi. Che sia stata proprio questa comune condizione a decretare il loro successo?

«Consistenti studi sul mancinismo sono stati condotti negli anni 70 e 80 del secolo scorso per individuare le caratteristiche dei mancini. Quello che oggi è consolidato è che non si tratta assolutamente di una anomalia e che il tentativo di correggerlo, tipico della vecchia Pedagogia, induceva deficit cognitivi quali disorientamenti destra/sinistra, dislessia, disorientamento topografico. Oggi la Pedagogia considera il soggetto mancino una risorsa poiché più abile in alcune destrezze manuali e più incline al pensiero creativo» spiega il professor Dario Grossi, neurologo di Top Doctors.

Nella nota diffusa dalla piattaforma, infatti, si legge che, «secondo alcuni studi, i mancini sarebbero infatti più creativi e intelligenti, in quanto l’emisfero destro del loro cervello è più sviluppato, poiché più sfruttato: non si tratta solo di utilizzare la mano sinistra, ma in generale, tutta la parte sinistra del corpo». Così si spiegherebbe, quindi, l’alto numero di mancini tra gli artisti, che forse trovano proprio in questa condizione l’estro che li ispira. Ma chi scrive con la sinistra sarebbe dotato anche di miglior oratoria. «I destrimani, infatti, quando parlano usano soltanto l’emisfero sinistro, abitualmente deputato al linguaggio, mentre i mancini anche il destro» continua la nota. «Un’altra delle marce in più di cui i mancini sono dotati sarebbe, stando ad altre teorie, l’essere telegenici. Infatti, le persone tenderebbero ad associare i gesti destrorsi al bene e quelli mancini al male, ma le immagini speculari riflesse dalla tv invertono ovviamente le parti». Questa ipotesi potrebbe spiegare il successo dei mancini tra i presidenti americani, considerato che, negli USA, il classico dibattito a due in TV tra i candidati gioca un ruolo fondamentale. «Credo che l’etichetta di negativo possa aver spinto le persone mancine a produrre effetti benefici per la società» conclude Grossi.



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comunicato stampa

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