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Prevenzione

Clamidia: si sperimenta un vaccino

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Pubblicato il: 27-08-2019

Si studia un vaccino per prevenire l'infezione sessuale batterica più diffusa al mondo. I primi risultati sono incoraggianti.


Clamidia: si sperimenta un vaccino © iStock

Sanihelp.it - La clamidia è una malattia sessualmente trasmissibile causata da un batterio e, con 131 milioni di nuove diagnosi ogni anno, si conferma l’infezione sessuale più spesso rilevata a livello mondiale. Di frequente è asintomatica o ha manifestazioni leggere, ma le sue conseguenze, soprattutto nelle donne, possono essere estremamente gravi: l’infezione da clamidia, se non trattata, può infatti evolvere nella malattia infiammatoria pelvica che può portare alla sterilità.

Nel 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso nuove linee guida sul trattamento di questa infezione, anche perché negli ultimi anni è aumentata, rapidamente, la resistenza ai trattamenti antibiotici, come conseguenza di un uso scorretto o inappropriato. Per questo motivo, le nuove linee guida ribadiscono la necessità di usare il giusto antibiotico, al dosaggio corretto e per il tempo necessario.

Ma si punta anche a migliorare la prevenzione della malattia. Si sta, in particolare, lavorando ad un vaccino, chiamato CTH522, che è ancora in fase sperimentale ma ha mostrato primi risultati promettenti. È stato infatti testato in un primo studio clinico condotto su persone, per la precisione su 35 donne volontarie, dal quale il vaccino sembra risultare « sicuro e ben tollerato», come è sottolineato dai ricercatori dello Statens Serum Institute di Copenhagen e dell'Imperial College di Londra che, insieme, hanno pubblicato i risultati sulla rivista scientifica Lancet Infectious Diseases.

Il vaccino avrebbe anche mostrato buoni segnali di immunogenicità, cioè la capacità di indurre una risposta immunitaria nelle volontarie. Ma certamente serviranno ulteriori studi su più vasta scala per confermare o meno l’efficacia del preparato e anche per escludere eventuali rischi o effetti collaterali per ora non emersi. Nell’attesa resta fondamentale la prevenzione attraverso l’uso del preservativo nei rapporti sessuali di qualsiasi natura, tanto più se non è nota la condizione di salute del partner.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Epicentro ISS, Adnkronos, Lancet Infectious Diseases

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