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Tumori: prevenzione e terapie

Terapia ormonale sostitutiva aumenta rischio di tumore?

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Pubblicato il: 03-09-2019

Una nuova analisi, pubblicata su Lancet, prende in considerazione la possibile correlazione tra terapia ormonale sostitutiva e tumore al seno


Terapia ormonale sostitutiva aumenta rischio di tumore? © iStock

Sanihelp.it - La terapia ormonale sostitutiva (TOS) per le donne in menopausa torna nell’occhio del ciclone: aumenta il rischio di tumore al seno? 

Se ne è discusso molto in passato, poi è subentrato un periodo di relativo silenzio sull’argomento, ma ora nuovi dati pubblicati su Lancet riaprono il problema. 

Lo studio, infatti, rivela evidenze a supporto di un legame tra la TOS e incremento del rischio di tumore mammario, anche se tutto dipende dal tipo di terapia, dalla durata della stessa e dalla soggettività, in quanto ciascuna donna può rispondere in modo diverso.
Lo studio ha preso in esame oltre 100.000 donne tra le quali coloro che hanno fatto uso della TOS hanno mostrato di avere un rischio relativo superiore del 26% di sviluppare un cancro al seno rispetto a chi non l’aveva mai assunta.

Nello studio, coordinato dall’Università di Oxford, sia i prodotti a base di estrogeni e progestinici, sia quelli a base di soli estrogeni sono risultati associati a un eccesso di rischio significativo di sviluppare una neoplasia mammaria, seppure più alto per le combinazioni estrogeno-progestinico. L’entità del rischio è risultata associata alla durata d'uso

Inoltre, l’aumento del rischio è risultato più elevato tra le donne che stavano assumendo la TOS al momento dello studio che non tra quelle che l’avevano assunta in passato.

Dall’analisi risulta inoltre che a far salire il rischio non è solo la durata d'uso della TOS, ma anche la sua frequenza

Infatti, le donne che avevano assunto quotidianamente la terapia per 5-14 anni hanno mostrato un rischio significativamente più alto di tumore al seno rispetto a quelle nelle quali l’assunzione era stata meno frequente.

Inoltre, il rischio aumenta a prescindere dalla via di somministrazione: orale o transdermica, fatta eccezione per i preparati di estrogeni vaginali probabilmente perché con questa modalità di assunzione l'esposizione sistemica è limitata.
Nelle donne che avevano interrotto la TOS più di 15 anni prima dello studio, scrivono i ricercatori, non è stato possibile quantificare il rischio di cancro al seno.

In ogni caso, niente allarmismi: l'uso della TOS spesso non è continuativo e le donne possono cambiare il tipo di preparazione utilizzata in corso di trattamento.

Per le possibili candidate, secondo gli esperti, la TOS, preferibilmente con il solo estrogeno, dovrebbe essere avviata durante il periodo della menopausa naturale e limitata a non più di 5 anni di assunzione.



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