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Tumori

Un osteosarcoma si è portato via la figlia di Luis Enrique

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Pubblicato il: 03-09-2019

L'ex allenatore della Spagna ha perso la piccola Xana, di soli 9 anni, per colpa di questa forma tumorale. Vediamo di cosa si tratta.


Un osteosarcoma si è portato via la figlia di Luis Enrique © iStock

Sanihelp.it - Lo scorso 26 marzo il tecnico della Nazionale di calcio spagnola Luis Enrique aveva abbandonato all'improvviso il ritiro prima di una partita contro Malta, poi a giugno, senza fornire spiegazioni, aveva fatto sapere di rinunciare all'incarico. Il perché lo abbiamo scoperto solo nei giorni scorsi: la figlia di nove anni, Xana, era alle prese con una grave malattia, un osteosarcoma che se l’è portata via in cinque mesi.

A dare la triste notizia è stato a fine agosto proprio l'ex tecnico con un messaggio sui social nel quale, dopo aver ringraziato i medici, gli infermieri, il personale e i volontari degli ospedali Sant Joan de Deu e Sant Pau e i media per la discrezione di questi mesi, lancia un ultimo saluto alla figlia: «Ci mancherai molto ma ti ricorderemo per sempre con la speranza che un giorno ci incontreremo di nuovo. Sarai la stella che guiderà la nostra famiglia. Riposa in pace Xanita».

L’osteosarcoma è una delle forme più comuni di tumore maligno delle ossa e, come si legge sul sito dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, «nell’80 per cento dei casi è un tumore a elevata malignità, nel quale cioè le cellule crescono velocemente e la malattia è più aggressiva». Può colpire tutte le ossa ma nei bambini sono un bersaglio tipico le estremità delle ossa lunghe (come il femore).

Il sintomo tipico è il dolore osseo, associato a gonfiore, tumefazioni e difficoltà di movimento. Per la diagnosi possono essere utilizzati diversi tipi di accertamenti (come scintigrafia ossea, pet, risonanza magnetica), ma la conferma si ha solo con una biopsia ossea. Questo tipo di tumore si affronta con la chirurgia e la chemioterapia, spesso in combinazione. Rispetto al passato, quando gli interventi prevedevano spesso l’amputazione, la chirurgia è oggi più conservativa.



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Ansa, Facebook, AIRC

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