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Aspettativa di vita e perdita dell'olfatto

Olfatto: un indicatore di longevità

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Pubblicato il: 06-09-2019

Olfatto: un indicatore di longevità © iStock

Negli ultimi anni, diversi studi scientifici hanno sostenuto il fatto che la perdita dell’olfatto, nelle persone anziane, può essere un importante campanello d’allarme relativo all’aspettativa di vita. A conferma di ciò giunge ora uno studio, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine e coordinato dall’epidemiologo Honglei Chen dell’università statale del Michigan.

Facendo riferimento al database dell’Istituto nazionale sull’invecchiamento degli Stati Uniti, il gruppo di Chen ha monitorato lo stato di salute di 2.300 anziani di età compresa tra i 71 e gli 82 anni. I ricercatori hanno quindi suddiviso i soggetti in tre gruppi, sulla base del risultato ottenuto in un test dell’olfatto che proponeva il riconoscimento di 12 essenze comuni. In tal modo è emerso che a 10 anni di distanza, le persone che lamentavano una perdita significativa dell’olfatto avevano un rischio di morte aumentato del 46%, indipendentemente dal proprio genere, etnia o stile di vita.

Secondo Chen, tuttavia, non non è la perdita dell’olfatto a causare direttamente la morte: infatti, sebbene sia risaputo che la perdita dell’olfatto sia il primo segnale di alcune malattie neurodegenerative come il Parkinson e la demenza, il ricercatore sostiene che queste spiegherebbero per meno di un terzo l’aumento del rischio; ma che cosa determini il rimanente 70% rimane tuttora ignoto.

Si possono, tuttavia, avanzare alcune ipotesi: l’incapacità di riconoscere gli odori può essere la spia di qualcosa che non funziona a livello neurologico; del resto anche l’invecchiamento fa la sua parte: come per gli altri sensi, la diminuzione dell’olfatto è un processo naturale che avanza con l’età. Infine, una possibilità curiosa può essere legata al peso che l’olfatto ha nella percezione del gusto: l’olfatto ha un’influenza enorme sulla nutrizione, e la sua perdita spinge ad abusare di sale, zucchero, condimenti piccanti e altre spezie nel tentativo di restituire sapore ai cibi; da ciò possono derivare ipertensione, disturbi cardiovascolari, obesità e diabete.

Tutto ciò offre più di un motivo per inserire il test dell’olfatto tra gli esami di routine della terza età. Mentre un test semplice ed economico consiste nell’annusare pennarelli o qualunque cosa rilasci sostanze odorose, il cui fallimento potrebbe suggerire un problema di salute più generale, da approfondire con ulteriori esami.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Annals of Internal Medicine

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