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Doggy bag antisprechi per 4 italiani su 10

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Pubblicato il: 10-09-2019

Doggy bag antisprechi per 4 italiani su 10 © iStock

Sanihelp.it - Quasi quattro italiani su dieci (37%) quando escono dal ristorante si portano sempre, spesso o talvolta, a casa gli avanzi con la cosiddetta doggy bag, mentre una percentuale del 18% lo fa raramente. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè sui comportamenti alimentari degli italiani nell’estate 2019 in occasione della diffusione dei test scientifici dei Diari di famiglia del progetto Reduce Ministero dell'Ambiente/Università di Bologna Distal. Dall’analisi si evidenzia che il 14% degli italiani ritiene ancora che sia da maleducati, da poveracci e volgare o si vergogna a richiederla e ben il 21% degli italiani non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori, mentre il resto non li chiede perché non sa che farsene.

Chiedere di portare a casa il cibo avanzato quando si va a mangiare fuori è un comportamento molto diffuso in altri Paesi a partire dagli Stati Uniti dove la doggy bag è una prassi consolidata per gli stessi vip. Un'abitudine che non ha ancora contagiato capillarmente l’Italia dove permangono molte resistenze, anche se di fronte a questa nuova esigenza la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. Peraltro molte delle porzioni avanzate possono essere consumate a casa semplicemente riscaldandole oppure utilizzate come base per realizzare ottime ricette.

In Italia è peraltro in vigore la legge 166/16 sugli sprechi alimentari che tra l’altro promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo. Nonostante la maggiore attenzione il problema resta però rilevante con gli sprechi domestici che rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%) per un totale di oltre 15 miliardi che finiscono nel bidone in un anno.



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Coldiretti

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