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L'aridità aumenta il rischio asma

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Pubblicato il: 11-09-2019

L'aridità aumenta il rischio asma © iStock

Sanihelp.it - Esiste una correlazione fra gli indici climatici che controllano le oscillazioni dell’aridità e i tassi di mortalità per asma negli Stati Uniti: lo sostiene uno studio condotto da un team multidisciplinare del Consiglio nazionale delle ricerche che riunisce ricercatori dell’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica (Cnr-Irib) e Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac).

La ricerca sul collegamento tra climatologia e patologie respiratorie è stata pubblicata su Scientific Reports.

Il clima sta cambiando rapidamente su scala globale: aumentano le temperature medie e i fenomeni meteorologici estremi come le ondate di calore, le siccità e possibili conseguenti aridità.

Le popolazioni della terra a breve, dovranno quindi adattarsi a un ambiente diverso dall’attuale, anche sotto l’aspetto sanitario che giocherà un ruolo sempre più importante. Il forte interesse verso eventi di aridità, alcuni riconoscibili su scala globale, ha portato il team di ricerca ad ipotizzare, già nel 2016 nell’ambito del progetto NextData coordinato dal Cnr, come spiega Sergio Bonomo, ricercatore Cnr-Ismar : «che le oscillazioni cicliche dell’aridità riconosciute negli ultimi secoli della storia climatica del Mediterraneo, fossero anche osservabili nei tassi di mortalità per asma, ipotizzando così una correlazione tra condizioni di aridità e tassi di mortalità per asma», prosegue Bonomo.

Da qui l’idea di confermare l’ipotesi studiando i dati sui tassi di mortalità per asma suddivisi in età, genere ed etnia che gli Stati Uniti mettono a disposizione del pubblico sin dal 1950. 

«L'asma è una delle più diffuse malattie respiratorie croniche a livello globale, con un preoccupante aumento di prevalenza sia nella popolazione generale sia nei bambini, in Italia e nel mondo» afferma il ricercatore.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, le variazioni di aridità sono state correlate con le fluttuazioni di due indici climatici - l’Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO) ed il Pacific Decadal Oscillation (PDO) – che riflettono le variazioni della temperatura superficiale degli Oceani Atlantico e Pacifico.

«Per verificare l’esistenza di una correlazione tra AMO, PDO e i tassi di mortalità per asma dal 1950 al 2015, sono state analizzate le oscillazioni periodiche delle serie temporali in esame. Ne è emerso che i tassi di mortalità per asma di quattro diversi gruppi di età (5-14 anni, 15-24 anni, 25-34 anni, 35-44 anni) registrano e condividono lo stesso schema di fluttuazioni dell’indice climatico AMO, con periodicità media di 44 anni».

Il gruppo Cnr, sulla base di quanto sviluppato negli Stati Uniti, prevede ora di riprendere la ricerca nel Mediterraneo, ampliandola con dati epidemiologici sia dell’asma sia di altre patologie.

Nell’area mediterranea infatti il Cnr, grazie anche al progetto NextData, dispone per gli ultimi millenni di serie storiche ad altissima risoluzione di diversi parametri climatici, ricostruiti attraverso lo studio di carote di sedimenti marini.



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Cnr

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