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Oltre lo stigma per cambiare l'immagine della demenza

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Pubblicato il: 09-09-2019

Oltre lo stigma per cambiare l'immagine della demenza © iStock

Sanihelp.it - Il Convegno a ingresso libero della Federazione Alzheimer Italia che si svolge mercoledì 11 settembre dalle 9 alle 13 a Milano (Sala Alessi di Palazzo Marino, piazza Scala 2) cercherà di rispondere a domande quali: Quanto è ancora presente nelle nostre comunità lo stigma nei confronti delle persone con demenza e delle loro famiglie?

È possibile misurarlo, in termini quantitativi e qualitativi? E quali sono le misure che si possono adottare per combatterlo ed eliminarlo?

Le risposte saranno fornite anche dai risultati del recente sondaggio Cosa pensi della demenza?: la più diffusa indagine al mondo mai realizzata sugli atteggiamenti e le convinzioni che le persone hanno nei confronti della malattia di Alzheimer e di tutti gli altri tipi di demenza.

70mila sono state le persone in tutto il mondo che hanno dedicato il loro tempo a rispondere ai quesiti ideati da ADI (Alzheimer's Disease International, la federazione internazionale di 100 associazioni nel mondo che si occupano di demenza) in collaborazione con la London School of Economics and Political Science.

L’obiettivo finale è costruire la base del Rapporto Mondiale Alzheimer 2019, di cui parlerà al convegno l’ospite internazionale Wendy Weidner, responsabile della ricerca e della policy di ADI.

Il tema dello stigma sarà affrontato da Stefano Govoni ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Pavia che evidenzia un contesto di sfiducia sia nel pubblico sia nei medici causato dal limitato risultato dei farmaci finora usati per il trattamento della malattia di Alzheimer. Ciò ha creato uno «stigma verso il farmaco», negativo tanto quanto quello verso i pazienti. 

Antonio Guaita geriatra e direttore della Fondazione Golgi Cenci racconterà l’esperienza degli studenti dell’Istituto superiore Bachelet di Abbiategrasso, Comunità Amica delle Persone con Demenza - la prima in Italia - che rivolge grande attenzione ai giovani educandoli a essere cittadini attivi al servizio della comunità.

L’uso di un linguaggio sbagliato, la poca attenzione ai comportamenti del paziente, l’importanza data alla malattia più che alla persona: sono esempi di rischio dello stigma nella pratica clinica.

I due interventi conclusivi, affidati a  Mario Possenti e Francesca Arosio rispettivamente segretario generale e psicologa della Federazione Alzheimer Italia, racconteranno di come sia possibile mettere in campo iniziative e progetti per vincere lo stigma grazie alla forza e alla coesione delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federazione Alzheimer Italia

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